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Parliamo nuovamente di ransowmare, l’ultima frontiera delle (redditizie) minacce informatiche, riportandovi la notizia di un nuovo malware individuato dai collaboratori del Talos Security Intelligence and Research Group di Cisco. Si tratta di Ranscam e, come suggerisce il nome, si tratta di un falso ransomware, che pur agendo in maniera simile a questi malware, non può essere classificato all’interno della loro categoria.

Per quanto Ranscam richieda infatti un riscatto alla vittima dell’attacco, affinché possa riprendere possesso dei suoi file sottoposti a crittografia, in realtà, il malware non va a crittografare alcunché, limitandosi piuttosto a cancellare i dati presenti all’interno del dispositivo: dopo aver eseguito un riavvio forzato del sistema operativo, infatti, Ranscam si preoccupa di far sparire i dati attraverso un file di batch che sfrutta PowerShell.

Secondo quanto riportato dai ricercatori di Cisco, Ranscam mostra alle vittime dell’attacco un messaggio (paragonabile a quello dei ransomware “standard”) al quale è associato anche il medesimo link per il wallet Bitcoin, dove è necessario effettuare il pagamento di 20 centesimi di Bitcoin – che equivalgono a 120 euro al cambio attuale – per riprendere il controllo della propria macchina.

Il nuovo malware – almeno fino ad oggi – avrebbe colpito un numero contenuto di utenti. Sebbene il sistema sfruttato per il contagio non sia stato ancora individuato in maniera chiara, si può pensare che la diffusione di Ranscam avvenga attraverso i classici casi di phishing.

Secondo i ricercatori di Cisco, che hanno monitorato il wallet Bitcoin, questa nuova minaccia non avrebbe ancora riscosso successo.


fonte: http://www.pcprofessionale.it/news/ranscam-falso-ransomware-dati/#QehPJC1IUbth8o3U.99

 



Oltre 
350 milioni di dispositivi nel mondo hanno a bordo Windows 10
Il 2 Agosto sarà disponibile l’update più imponente di Windows 10 dalla sua nascita. Ci saranno importanti annunci in ambito di sicurezza, di usabilità grafica, Cortana, giochi e molto altro. 


Windows Hello potrà essere utilizzato in maniera nativa nelle app Windows e in Microsoft Edge, che diventerà l’unico browser che supporta il riconoscimento biometrico. 
Windows Defender, il nostro anti-virus gratuito, introdurrà nuove funzionalità che renderanno più agile ed efficace la sua configurazione. Windows Defender Advanced Threat Protection invece sarà in grado di captare e rispondere ad attacchi informatici avanzati. 
Con Windows Ink inoltre potrai prendere appunti sul tuo schermo, dare forma a un’idea oppure catturare facilmente uno screenshot.

fonte: newsletter microsoft

Se avete l'esigenza di dover rimuovere il SonicWALL SSL VPN NetExtender, e non riuscite semplicemente a disinstallarlo ho trovato questa guida:

 

 

The NetExtender utility is automatically installed on your computer. To remove NetExtender, click on Start > All Programs, click on SonicWALL SSL VPN NetExtender, and then click on Uninstall.

You can also configure NetExtender to automatically uninstall when your session is disconnected. To do so, perform the following steps:

1. Right click on the NetExtender icon in the system tray and click on Preferences... The NetExtender Preferences window is displayed.
2. Click on the Settings tab.
3. Select Uninstall NetExtender automatically to have NetExtender uninstall every time you end a session.

 

Follow these steps if you are unable to remove NetExtender.

Version 1.0.x.x:

  1. Close all IE windows.
  2. Open a Command Console, go to C:\Windows\Downloaded Program Files, enter del XTunnel.* /S.
  3. Reboot.
  4. Go to Control panel/Network Connections, delete Sonicwall SSL-VPN NetExtender.
  5. Go to Control panel/System/Device manager, delete the SSL-VPN NetExtender Adapter. You may first need to boot into Safe Mode.
  6. Reboot and delete SSLDrv.* files from C:\Windows and C:\Windows\System32.
  7. Reboot.

Version 1.5.x or later:

  1. Go to Control panel/System/Device manager, delete the SSL-VPN NetExtender Adapter. You may first need to boot into Safe Mode.
  2. Reboot and delete SSLDrv.* files from C:\Windows and C:\Windows\System32.
  3. Open a Command Console, go to C:\Windows\Downloaded Program Files, enter del NELaunch*.* /S. If you are using Firefox, go to plugin folder and delete all npNELaunch*.* files.
  4. Go to C:\Windows, delete NESetupM.exe.
  5. Reboot.

Note: If the "SonicWALL NetExtender Service" still appears in the Microsoft Management Console Services list, perform the following steps.

  1. Open a Command Prompt by going to Start Menu > Run. Type "cmd", and hit Enter.
  2. Type the following command to remove the service: "sc delete SONICWALL_NetExtender".
  3. Refresh the Services list. The service should have disappeared.

fonte: https://support.software.dell.com/kb/sw3841

Il prossimo importante aggiornamento in programma per l’ultimo OS della microsoft, Windows 10, dovrebbe arrivare già nel corso del mese di luglio: ma nell’attesa del Windows Anniversary Update, la società di Satya Nadella non se ne sta con le mani in mano. Microsoft infatti ha deciso di rilasciare una serie di bug fix, che offrono una risposta ai problemi che sono stati segnalati dai suoi utenti.

La società di Redmond non ha offerto un vero e proprio aggiornamento nel senso stretto del termine, quanto piuttosto, ha messo a disposizione un tool che permette di correggere i bug del menu start o di Cortana in modo semplice e veloce: basta scaricare appunto Start Menu Repair Tool. Dopo esser stato lanciato, con un paio di clic, questo programma eseguirà tutte le operazioni necessarie da solo.

Al termine della procedura, il programma mostrerà semplicemente una finestra di dialogo che indica come completata l’operazione di bug fix. Questo strumento sviluppato da Redmond, oltre ad essere utile per sistemare il menu start, è anche stato concepito per sistemare eventuali problemi a Cortana, alle chiavi di accesso o, ancora, per analizzare l’integrità dei file di sistema, ed individuare eventuali danneggiamenti agli stessi.

Questo nuovo approccio adottato da Microsoft per la soluzione dei problemi con Windows 10, sembra voler indicare una nuova via seguita dalla società di Satya Nadella, che tiene maggiormente conto delle segnalazioni degli utenti per quanto riguarda la necessità di apportare correttivi ai bug dell’OS e, dall’altra parte, che semplifica le operazioni di fix attraverso questo tool che, di volta in volta, verrà presumibilmente aggiornato con nuove funzioni.

 

fonte: http://www.pcprofessionale.it/news/microsoft-fix-bug-windows-10/

 

Redenzione? Miracolo? Litigio interno? Errore? Non abbiamo idea del perché, ma la notizia del giorno è che gli autori di Teslacrypt, forse appagati da quanto guadagnato, hanno deciso di abbandonare il campo del ransomware e consegnare una chiave di decrittazione universale che permette di recuperare tutti i dati ancora imprigionati.

I ricercatori di sicurezza avevano notato già da qualche tempo una diminuzione drastica nella diffusione di Teslacrypt, che era passato da spauracchio degli ultimi mesi del 2015 e inizio 2016 a semplice comparsa occasionale probabilmente legata a vecchi siti compromessi e mai riparati.

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Il tool di decodifica non ha una gran bella interfaccia grafica, ma siamo sicuri che chi ne ha bisogno sorvolerà sulla mancanza.

Per sondare il terreno e capire meglio cosa stava accadendo, un ricercatore di ESET ha contattato gli autori del famoso malware fingendosi una vittima e chiedendo una chiave.

Con sua grande sorpresa, il criminale gli ha consegnato una chiave universale che gli ha permesso di creare un tool gratuito e liberamente scaricabile in grado di recuperare tutti i dati ancora, eventualmente, ostaggio della codifica del ransomware.

Considerato che proprio settimana scorsa Kasperksy ha messo a disposizione un tool per recuperare i dati criptati da CryptXXX, il ransomware che sta girando di più in questi giorni, ci troviamo di fronte a una congiuntura molto favorevole per i nostri dati.

Il nuovo tool di Kaspersky recupera anche i dati criptati dalla nuova versione di CryptXXX, che era andata a coprire (in maniera evidentemente non abbastanza efficace) un precedente bug che permetteva la decodifica dei dati con uno strumento sviluppato per un altro ransomware.

Purtroppo, sappiamo benissimo che non durerà: con i due principali protagonisti fuori dal mercato, qualcun altro si farà avanti per prenderne il posto e riportare in auge la piaga del ransomware.

Il maggior candidato al momento è Locky, un ransomware scoperto a febbraio e che sta crescendo velocemente (anche se non ai livelli di CryptXXX).

Per il momento, però, festeggiamo e aiutiamo chi è rimasto vittima dei ransomware con i tool disponibili.

 

fonte: http://www.tomshw.it/news/fine-di-teslacrypt-autori-si-ritirano-e-consegnano-chiavi-77121

Il vostro sito web viene segnalato “infetto” o “pericoloso” dai motori di ricerca?

Essi, in effetti non è assolutamente una buona notizia…anzi, è proprio pessima. Ma non disperate! A tutto c’è rimedio. Di certo il Webmaster non farà i salti di gioia per questa notizia, tutt’altro; problemi del genere comportano quasi sempre un calo nelle visite al sito, un abbassamento dei guadagni, senza contare la questione riguardante la “credibilità” che il vostro sito web avrà agli occhi dei lettori.

Inoltre è alquanto complicato per un Webmaster, scovare il malware o il virus nel codice sorgente, vostro che l’infezione potrebbe essere ovunque, sotto più forme, tramite codici decodificati, di reindirizzamento, etc.

Tuttavia, esistono degli utilissimi servizi online che consentono di controllare ed effettuare delle scansioni gratuitamente, per verificare se il vostro sito web è stato o meno infetto da malware, virus o trojan.

Guardiamo insieme l’elenco di questi strumenti di sicurezza online, da mettere assolutamente nei vostri Preferiti.

Lista Strumenti Online

Online Link Scan

Ottimo servizio online, utile come procedimento anche per PC, che verifica se un sito web sono presenti infezioni di malware, di link sospetti o di qualsiasi cosa che sia anomala.

Url Void

Valido strumento di verifica per domini, sottodomini e pagine web. Prestate attenzione alla voce “Status”. In caso di infezione, il servizio è molto utile in quanto riporta il nome del malware che ha infetto il sito web, e solitamente anche i file dove si trova e che sono stati contaminati.

Sucuri Security Tool

Un tool veramente completo. Offre gratuitamente la verifica del vostro sito, analizza se il dominio è stato inserito in qualche blacklist, ed acquistando il servizio a pagamento offre un monitoraggio completo del vostro sito con a disposizione degli esperti che vi aiuteranno nella risoluzione di ogni problema.

AVG Link Scanner

E’ il tool online del noto software Antivirus per PC. Offre gratuitamente la possibilità di controllare e verificare se un sito web è infetto da virus o nasconde link sospetti.

fonte: http://www.webhostingmagazine.it/controllare-sito-web-infetto-malware-virus-trojan/

Considerare il seguente scenario.

  • È stato installato Microsoft SQL Server 2008 Express o Microsoft SQL Server 2008 Express con Advanced Services.
  • È stato effettuato l'aggiornamento a Microsoft SQL Server 2008 Developer, Microsoft SQL Server 2008 Enterprise o a Microsoft SQL Server 2008 Standard utilizzando il seguente comando della riga di comando:
    setup.exe /q /action=editionupgrade /instancename=nome di istanza /pid=numero di serie della versione appropriata
    Oppure, è stato effettuato l'aggiornamento a SQL Server 2008 Developer, SQL Server 2008 Enterprise o a SQL Server 2008 Standard utilizzando l'interfaccia grafica utente (GUI).
  • Avviare Gestione controllo servizi.

    Nota Per eseguire questa operazione, fare clic su StartEsegui, quindi digitare services.msc.
  • Individuare il servizio SQL Server Agent e provare ad avviarlo.

In questa situazione, il servizio SQL Server Agent non viene avviato. Nel registro eventi, inoltre, viene registrato il seguente messaggio di errore:

Impossibile avviare SQLServerAgent (motivo: errore durante la creazione di una nuova sessione)
Cause
Tale problema si verifica a causa della creazione e della mancata abilitazione del servizio SQL Server Agent in SQL Server 2008 Express e in SQL Server 2008 Express con Advanced Services. Questa situazione è legata a caratteristiche di progettazione.
 
Risoluzione
Per risolvere il problema, utilizzare uno dei seguenti metodi, a seconda del sistema operativo in uso.

Windows Server 2003 o Windows XP

Utilizzare uno dei seguenti metodi.

Metodo 1: Abilitare il servizio SQL Server Agent utilizzando Gestione configurazione SQL Server

Per eseguire questa operazione, attenersi alla seguente procedura:
  1. Fare clic su Start, su Programmi, quindi scegliere SQL Server 2008.
  2. Fare clic su Strumenti di configurazione, quindi scegliere Gestione configurazione SQL Server.
  3. Espandere Servizi di SQL Server 2008.
  4. Individuare il servizio SQL Server Agent. Il servizio SQL Server Agent viene denominato "SQL Server Agent" per le istanze predefinite e "SQL Server Agent (nome di istanza)" per le istanze denominate.
  5. Fare clic con il pulsante destro del mouse su SQL Server Agent, quindi scegliere Proprietà.
  6. Nella scheda Connessione fare clic per selezionare la casella di controllo Account. Specificare un nome account e password diversi.
  7. Nella sezione Stato del servizio, fare clic su Avvia, quindi scegliere OK.

Metodo 2: Abilitare il servizio SQL Server Agent tramite Gestione controllo servizi

Per abilitare il servizio SQL Server Agent automaticamente, andare alla sezione "Correzione automatica". Se si preferisce abilitare il servizio SQL Server Agent manualmente, andare alla sezione "Correzione manuale".
 

Correzione automatica



Per abilitare il servizio SQL Server Agent automaticamente, fare clic sul pulsante o sul collegamento Fix it. Quindi fare clic su Esegui nella finestra di dialogoDownload file e attenersi alla procedura guidata Fix it.




Note
  • Al termine dell'installazione della correzione automatica, è necessario modificare manualmente l'account di accesso predefinito del servizio SQL Server Agent. Inoltre, assicurarsi che l'account del servizio specificato faccia parte del gruppo locale di SQL Server Agent.
  • Questa procedura guidata potrebbe essere disponibile solo in lingua inglese. La correzione automatica, tuttavia, funziona anche per versioni di Windows in altre lingue.
  • Se non si sta utilizzando il computer che presenta il problema, è possibile salvare la soluzione Fix it su un'unità di memoria flash o su un CD ed eseguirla sul computer interessato dal problema.

Accedere, quindi, alla sezione "Il problema è stato risolto?".

 


Correzione manuale

Per effettuare questa operazione, attenersi alla procedura descritta di seguito.
  1. Fare clic sul pulsante Start, scegliere Esegui, digitare services.msc, quindi scegliere OK.
  2. In Gestione controllo servizi, individuare il servizio SQL Server Agent appropriato. Il servizio SQL Server Agent viene denominato "SQL Server Agent" per le istanze predefinite e "SQL Server Agent (nome di istanza)" per le istanze denominate.
  3. Fare clic con il pulsante destro del mouse sul servizio SQL Server Agent. Nella scheda Generale, modificare il tipo di avvio da Disabilitato in qualunque altro valore appropriato.
  4. Fare clic sulla scheda Connessione, quindi fare clic per selezionare la casella di controllo Account. Specificare account e password del servizio, quindi fare clic su OK.
Dopo aver abilitato il servizio utilizzando Gestione controllo servizio, assicurarsi che l'account del servizio specificato faccia parte del gruppo locale di SQL Server Agent. Per effettuare questa operazione, attenersi alla seguente procedura:
  1. Fare clic sul pulsante Start, scegliere Esegui, digitare compmgmt.msc, quindi scegliere OK.
  2. Espandere Utilità di sistema, quindi Utenti e gruppi locali e infine Gruppi.
  3. Nel riquadro di spostamento, individuare il gruppo dell'agente appropriato. Il nome dell'agente di gruppo è "SQLServerAgentUser$Nome computer$Nome di istanza".

    Nota Per le istanze predefinite, il nome di istanza è "MSSQLSERVER."
  4. Fare doppio clic sul gruppo per visualizzarne i membri. Aggiungere l'account del servizio come membro del gruppo. 

    Se è presente un account del servizio precedente, eliminarlo.
Dopo essersi assicurati che l'account del servizio fa parte del gruppo locale SQL Server Agent, aggiungere l'account del servizio come amministratore di sistema per SQL Server 2008.

Windows Server 2008 o Windows Vista

Per risolvere il problema in Windows Server 2008 o in Windows Vista, attenersi alla seguente procedura.

Passaggio 1: Abilitazione del servizio SQL Server Agent tramite Gestione controllo servizi

Per abilitare il servizio SQL Server Agent automaticamente, andare alla sezione "Correzione automatica". Se si preferisce abilitare il servizio SQL Server Agent manualmente, andare alla sezione "Correzione manuale".
 

Correzione automatica



Per abilitare il servizio SQL Server Agent automaticamente, fare clic sul pulsante o sul collegamento Fix it. Quindi fare clic su Esegui nella finestra di dialogoDownload file e attenersi alla procedura guidata Fix it.




Note
  • Questa procedura guidata potrebbe essere disponibile solo in lingua inglese. La correzione automatica, tuttavia, funziona anche per versioni di Windows in altre lingue.
  • Se non si sta utilizzando il computer che presenta il problema, è possibile salvare la soluzione Fix it su un'unità di memoria flash o su un CD ed eseguirla sul computer interessato dal problema.

Accedere, quindi, alla sezione "Il problema è stato risolto?".

 


Correzione manuale

Per effettuare questa operazione, attenersi alla seguente procedura:
  1. Fare clic sul pulsante Start, scegliere Esegui, digitare services.msc, quindi scegliere OK.
  2. In Gestione controllo servizi, individuare il servizio SQL Server Agent appropriato. Il servizio SQL Server Agent viene denominato "SQL Server Agent" per le istanze predefinite e "SQL Server Agent (nome di istanza)" per le istanze denominate.
  3. Fare clic con il pulsante destro del mouse sul servizio SQL Server Agent, quindi scegliere Proprietà.
  4. Nella scheda Generale, modificare il tipo di avvio da Disabilitato in qualunque altro valore appropriato.

Passaggio 2: Aggiunta di un'entità di sicurezza del servizio SQL Server Agent come amministratore di sistema per SQL Server 2008

Note L'entità di sicurezza del servizio viene denominata "NT SERVICE\MSSQLSERVER" per le istanze predefinite e "NT SERVICE\SQLAGENT$nome di istanza" per le istanze denominate.

Per ulteriori informazioni su come aggiungere un'entità di sicurezza del servizio SQL Server Agent, visitare il seguente sito Web Microsoft Developer Network (informazioni in lingua inglese):
 

Il problema è stato risolto?

  • Controllare se il problema è stato risolto. Se il problema è stato risolto, non è necessario continuare la lettura di questa sezione. Se il problema non è stato risolto, contattare il supporto tecnico.
  • I commenti degli utenti sono molto utili. Per fornire commenti o segnalare problemi relativi a questa soluzione, lasciare un commento nel blog "Correzione automatica" o inviare un messaggio di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. a Microsoft.

 

fonte: https://support.microsoft.com/it-it/kb/955763

numerevoli le e-mail disperate arrivate oggi in redazione a proposito di Skypeimpossibile accedere al celebre programma VoIP con le solite credenziali. Eppure non ho cambiato password, né tantomeno nome utente, è tutto come al solito. Che fare?

Il problema è dovuto a un errore che si verifica in un file nascosto di Skype chiamato shared.xml. Si risolve semplicemente eliminando il file. La rete pullula di sedicenti procedure che ti promettono di risolvere la questione, elargite anche da quotidiani generalisti di cui tutti ci fidiamo e che non perdono l'occasione per sparare veleno su Microsoft (che guardacaso ha appena acquistato Skype per una cifra astronomica e sembra averlo già contagiato con l'inaffidabilità dei suoi sistemi operativi, dicono i brillanti opinionisti del web).

Bene, bravi.

Peccato che il tutorial sia stato malamente tradotto dall'inglese e che l'errore sia stato disciplinatamente propagato da una testata all'altra attraverso il metodo salvatempo sì, ma assai rischioso, del copia/incolla, senza che nessuno si sia degnato, nel frattempo, di verificare la correttezza delle informazioni fornite ai lettori!

La procedura che offriamo su questo blog è meno arzigogolata delle altre che troverete in rete, semplice e rapida. E soprattutto testata sul campo. Come tradizione Softonic vuole.

Vi offriamo solo la soluzione per Windows e Ubuntu. Per chi ha un Mac dovrebbe essere sufficiente scaricare l'ultima versione aggiornata di Skype. Se hai iPhone e Android, invece, non dovresti aver riscontrato nessun problema.

Windows

1. Chiudi Skype.

2. Apri una cartella qualsiasi e accedi al menu Opzioni cartella/Visualizzazione

3. Attiva l'opzione "Visualizza cartelle e file nascosti"

4. Entra nella cartella C:\Documents and Settings\nomeutente\Dati Applicazioni\Skype

5. Localizza il file shared.xml ed eliminalo.

6. Avvia Skype (il file shared.xml verrà automaticamente ricreato).

Linux

Cancellare il file : /home/Nomeutente/.Skype/. Skype/shared.xml

/! fare il backup del suo profilo: copia tutti i file e cartelle (compreso file nascosti e file sistema) in una partizione o disco diverso /!

apri l'editor del registro sistema (ecco come)
e trova la chiave di registro:
HKEY_LOCAL_MACHINESOFTWAREMicrosoftWindows NTCurrentVersionProfileList
devi vedere due sottochiavi con lo stesso ID ma una con l'estensione .bak
rinomina la chiave SENZA .bak aggiungendo l'estensione .new
rinomina la chiave CON .bak rimuovendo l'estensione .bak

riavviare il computer

Se Dopo aver eseguito degli aggiornamenti in automatico , Outlook 2010 su PC con Windows7 32bit installato, si apre solo in modalità provvisoria (senza premere CTRL o altri tasti speciali). la soluzione è quella di disinstallare dagli aggiornamenti il KB3114409

Migrare il sistema operativo su un disco SSD è probabilmente il miglior intervento che è possibile effettuare per ridare vita al personal computer godendo di performance nettamente migliori rispetto agli hard disk di tipo tradizionale.
A parte il costo dell'unità SSD, non c'è probabilmente alcun aggiornamento hardware capace di dare "una spinta" più incisiva al vostro sistema in termini prestazionali.
Lo spostamento del sistema operativo su un SSD è un'operazione delicata che, se effettuata in modo maldestro, può comportare la perdita di dati. Nel nostro precedente articolo Spostare Windows su SSD: come mettere il turbo al disco fisso, abbiamo illustrato i passaggi che consentono di raggiungere l'obiettivo in modo semplice e sicuro.

Nell'articolo Spostare Windows su SSD: come mettere il turbo al disco fisso abbiamo spiegato come creare una copia di backup del contenuto del disco di origine con Easeus Todo Backup, come preparare il disco SSD e come ottimizzarne il funzionamento disattivando la deframmentazione ed abilitando il comando TRIM.



Questa volta vi proponiamo un software che è stato concepito proprio con uno scopo ben preciso, quello di sveltire enormemente la procedura di migrazione riducendola a pochi clic.
Il programma in questione si chiama AOMEI Partition Assistant Home Edition, viene distribuito a titolo completamente gratuito ed èutilizzabile sia in ambito domestico che commerciale.

Partition Assistant è in primis un'applicazione in grado di facilitare la gestione delle partizioni presenti sui dischi fissi, indipendentemente dalla loro tipologia. Il programma, infatti, offre gli strumenti perridimensionare le partizioni, unirle, dividerle, crarle, eliminarle e formattarle. Una speciale funzione consente di trasferire direttamente, da una partizione all'altra, parte dello spazio libero. Se si dovesse realizzare di avere a disposizione poco spazio libero su una partizione mentre un'altra se ne dispone in abbondanza, basterà ricorrere al comando Allocazione spazio libero.

 

 

 

 

Il programma consente anche di creare una copia esatta del contenuto di una partizione o di un intero disco: ciò che è interessante evidenziare è che Partition Assistant rende possibile non soltanto la copia dei dati verso un disco uguale o più capiente ma permette anche il viceversa ossia il trasferimento delle informazioni verso un supporto meno capiente. In altre parole, non è necessario servirsi di un disco di destinazione che sia di dimensioni maggiori di quello d'origine: l'hard disk sul quale ci si accinge ad avviare la copia può avere anche una capienza inferiore a patto che, ovviamente, sia sufficiente ad accogliere tutti i dati.
Si tratta, questa, di una caratteristica importante perché dà modo ad esempio di migrare verso dischi SSD, molto più veloci rispetto agli hard disk tradizionali ma solitamente meno capienti.

Migrare da un hard disk ad un disco SSD meno capiente

Prima di effettuare la migrazione verso un disco SSD o comunque un nuovo hard disk, è sempre bene accertarsi di avere a disposizione una copia di backup aggiornata dell'intero contenuto del disco di partenza.
È necessario accertarsi, poi, del quantitativo di spazio occupato dai dati sul disco di origine e della capienza del disco SSD di destinazione. Si supponga che il disco SSD acquistato abbia una capienza massima di 120 GB. Se il disco di origine ha una capienza di 500 GB ma occupati sono solo 100 MB, con Partition Assistant si potrà comunque effettuare la migrazione.
Se, invece, sul disco di origine sono conservati 250 GB di dati, si dovrà necessariamente fare spazio rimuovendo almeno 140 GB: è ovviamente necessario disporre di un backup integro salvato altrove.



Spostare il sistema operativo su un disco SSD

Concentriamoci su quella che è, molto probabilmente, una delle funzionalità più utili di Partition Assistant ossia la procedura guidata che consente di migrare il sistema operativo su SSD. Per accedervi, una volta installato Partition Assistant, basta fare clic sul comando Migrare OS in SSD o HDD, posto nella colonna di sinistra del programma.

 

Per procedere, basterà fare clic su Successivo:

Dalla finestra successiva, bisognerà scegliere il disco SSD sul quale migrare il sistema operativo (la stessa procedura può essere utilizzata per spostare Windows su un nuovo hard disk di tipo tradizionale). Partition Assistant richiede di indicare il disco ove vi sia sufficiente spazio indicato come non allocato: sarà in questa zona che il programma provvederà a creare una partizione ed a copiare il sistema operativo dal disco di origine. Qualora sul disco di destinazione non vi fosse spazio non allocato, si dovrà preventivamente cancellare le partizioni già presenti (perdendo tutti i dati in esse memorizzati) in modo da fare spazio per la migrazione del sistema operativo.

Cliccando ancora su Successivo, Partition Assistant richiede di impostare la struttura, a livello di partizioni, che dovrà avere il disco di destinazione (nel nostro caso, SSD). Con il colore verde scuro, Partition Assistant evidenzia il quantitativo di spazio che sarà occupato dai dati provenienti dal disco di origine. Nel caso in cui si volessero creare più partizioni sul disco SSD o comunque sul supporto di destinazione, basterà agire sulle "maniglie" poste all'inizio ed alla fine del rettangolo orizzontale:

Agendo sulla seconda maniglia, evidenziata con il piccolo circoletto, e trascinando verso sinistra, si farà spazio (spazio non allocato) per una nuova partizione immediatamente dopo quella in cui verrà migrato il sistema operativo.

 

 

Viceversa, agendo sulla maniglia a sinistra del riquadro orizzontale e trascinando verso destra, lo spazio allocato sarà posto all'inizio dell'unità di destinazione. Cliccando su Successivo quindi sul pulsanteFinito, Partition Assistant tornerà alla finestra principale. Per avviare la copia dei dati dall'hard disk di origine a quello di destinazione migrando il sistema operativo installato, è necessario cliccare sul pulsante Applicare (il primo a partire da sinistra) della barra degli strumenti:

La finestra "Operazioni sospese, il programma è pronto per procedere. Confermare le seguenti operazioni" riassume ciò che sta per accadere.

Facendo clic su Procedere, Partition Assistant mostrerà il seguente messaggio d'avviso:

Per iniziare il trasferimento dati, il sistema dovrà essere necessariamente riavviato nel cosiddetto "PreOS Mode". Si tratta di un ambiente di lavoro, realizzato dagli sviluppatori di Partition Assistant che viene caricato in fase di boot prima dell'ingresso in Windows:

Dopo aver fatto clic su , al successivo riavvio del sistema, non appena apparirà la schermata in figuranon bisognerà premere alcun tasto. Lo spostamento di Windows su SSD o su un nuovo hard disk di tipo tradizionale inizierà dopo pochi secondi:

Allineamento del disco SSD

La procedura di "allineamento" del disco SSD è essenziale per garantire prestazioni ottimali e longevità. La chiave di volta per ottenere un allineamento ottimale consiste nel saltare il primo blocco fisico che è solitamente chiamato "erase block size": si tratta della dimensione minima del blocco dati sul quale interviene il controller del disco quando sposta le informazioni.
Se non si conosce il valore dell'"erase block size" (un'ottima idea potrebbe essere quella di verificarlo attingendo ai dati tecnici dell'unità SSD, pubblicati sul sito del produttore ufficiale), è prassi indicare 1024 KB. Si tratta di un valore generalmente "sicuro" perché superiore a tutti gli "erase block size" dei dischi SSD in commercio.

Per intervenire sull'allineamento dell'unità SSD con Partition Assistant, è sufficiente riavviare il sistema, accedere al programma, fare clic con il tasto destro del mouse sull'unità SSD, selezionare la voceAvanzato quindi il comando Allineamento partizione.
Nel caso in cui si desideri optare per un valore di 1024 KB, basterà selezionare 1024 sector dal menù a tendina.

Maggiori informazioni sull'allineamento sono disponibili anche sul sito di AOMEI, a questo indirizzo.

Al termine dell'operazione, il suggerimento è quello di spegnere il computer, disconnettere il disco di origine e collegare, al suo posto, il nuovo hard disk.

Il sistema operativo dovrebbe così avviarsi regolarmente dal nuovo disco SSD.

AOMEI Partition Assistant Home
Downloadaomeisoftware.com
Compatibile con: Windows 2000, XP, Windows Vista, Windows 7, Windows 8
Licenza: freeware (consentito sia uso domestico che commerciale)

 

fonte: http://www.ilsoftware.it/articoli.asp?tag=Spostare-il-sistema-operativo-su-un-disco-SSD-con-AOMEI-Partition-Assistant_9593

Windows 10 consentirà di tornare sui propri passi a tutti coloro che preferiranno abbandonare il nuovo sistema operativo Microsoft a favore di Windows 7 e Windows 8.1.
La procedura che permette di disinstallare Windows 10 e tornare a Windows 7 o Windows 8.1 è per la prima volta integrata direttamente nel sistema operativo ed accessibile dall'icona Aggiornamento e sicurezza della nuova finestra delle impostazioni.

Utilizzando la funzione Torna a Windows 7 o Torna a Windows 8.1, Windows 10 verrà automaticamente disinstallato pur conservando tutti i file personali dell'utente (si consiglia comunque, a titolo precauzionale, di effettuare un backup completo del sistema).

 

Lo strumento che permette di disinstallare Windows 10 e tornare ad una precedente versione di Windows sarà unicamente a disposizione di coloro che effettueranno od hanno effettuato un aggiornamento a Windows 10 da Windows 7 o Windows 8.1.



La procedura che permette di disinstallare Windows 10 e tornare ad una precedente release di Windows sarà comunque utilizzabile entro 30 giorni dall'avvenuto aggiornamento.
I file relativi alla precedente installazione di Windows (Windows 7 o Windows 8.1) vengono infatti conservati nella cartellaC:Windows.old.

Nel caso in cui si fossero eliminati i file della cartella C:Windows.old, ad esempio ricorrendo all'utilità Pulizia disco (la cui presenza, così come in passato, è stata confermata anche in Windows 10), nella sezione Aggiornamento e sicurezza delle impostazioni del sistema operativo non sarà possibile servirsi della procedura di disinstallazione di Windows 10.

Per verificare rapidamente quanto spazio occupa la precedente installazione di Windows (cartellaC:Windows.old), si potrà:
- Digitare Pulizia disco nella casella Ricerca in Windows e nel Web di Windows 10
- Fare clic sul pulsante Pulizia file di sistema
- Spuntando la casella Installazione di Windows precedenti quindi cliccando su OK si elimineranno i file relativi alla precedente installazione di Windows (Windows 7 o Windows 8.1) recuperando di fatto prezioso spazio su disco (soprattutto nel caso in cui Windows 10 sia stato installato su un'unità SSD) ma di fatto impedendo un'eventuale successiva disinstallazione di Windows 10.

 

 

Disinstallare Windows 10 e tornare a Windows 7 o Windows 8.1

Nel caso in cui si fosse già ripulito il sistema dai file relativi alla precedente installazione di Windows oppure fossero ormai trascorsi 30 giorni dall'aggiornamento, Windows 10 non sarà disinstallabile usando la procedura integrata nel sistema.

Disinstallare Windows 10 e tornare a Windows 7 o Windows 8.1

Utilizzando la procedura di disinstallazione di Windows 10 accessibile dalle impostazioni (digitareImpostazioni nella casella Ricerca in Windows e nel Web quindi cliccando su Aggiornamento e sicurezza:
- non si perderà alcun file personale (documenti, foto, file personali,...)
- si perderanno però tutte le impostazioni personalizzate applicate dopo l'aggiornamento insieme con tutti i programmi installati ad update effettuato
- nel caso in cui si utilizzasse un account utente locale, si dovrà effettuare il login sul sistema adoperando la vecchia password (quella precedentemente usata in Windows 7 od in Windows 8.1)

 

Per tornare a Windows 7 o Windows 8.1 da Windows 10 è sufficiente accedere alle impostazioni del sistema operativo, cliccare sull'icona Aggiornamento e sicurezza, fare clic su Ripristino quindi selezionare Per iniziare in corrispondenza di Torna a Windows 8.1 oppure Torna a Windows 7.

 

Disinstallare Windows 10 e reinstallare Windows 7 o Windows 8.1

Qualora la procedura per la disinstallazione di Windows 10 ed il ripristino di una precedente versione di Windows non fosse utilizzabile, si potrà sempre reinstallare di sana pianta Windows 7 o Windows 8.1.

Purtroppo, nel caso di Windows 7, Microsoft ha eliminato dai server di Digital River le immagini ISO delle varie edizioni del sistema operativo (Windows 7 ISO download: tanto rumor per nulla?) mentre per quanto riguarda Windows 8.1 è possibile scaricare un file ISO, utilizzabile per generare un supporto d'installazione compatibile anche con i codici Product Key rilasciati dagli OEM: Come creare il disco installazione di Windows 8.1.
Per produrre il file ISO, a seconda dell'edizione di Windows 8.1 di proprio interesse, è possibile utilizzare la comoda utilità gratuita Windows Installation Media Creation Tool.

Dopo aver generato il file ISO del supporto d'installazione di Windows 8.1 con l'utility Windows Installation Media Creation Tool, si potrà reinstallare il sistema operativo, sovrascrivendo il contenuto del disco fisso previo inserimento del codice Product Key associato alla propria licenza d'uso.

 

Il codice Product Key, nel caso di sistemi OEM, è riportato sull'etichetta adesiva applicata sul sistema (notebook o desktop) oppure, sui dispositivi più recenti, è memorizzato in UEFI (il successore del tradizionale BIOS).
Per recuperare il Product Key sui sistemi UEFI basta seguire le indicazioni riportate nell'articolo Trovare Product key Windows 8 e 8.1 nel BIOS UEFI.

Windows 10: le nuove funzionalità reset e refresh

Dal 29 luglio 2015, Microsoft inizierà a proporre – a tutti i possessori di una regolare licenza di Windows 7 o di Windows 8.1 – l'aggiornamento gratuito a Windows 10.
Si tratta, com'è noto, di un'opportunità alla quale gli utenti possono aderire solo ed esclusivamente entro il primo anno dalla data di pubblicazione della versione definitiva di Windows 10 (quindi, presumibilmente, fino al 29 luglio 2016):

Aggiornare Windows 7 e Windows 8.1 a Windows 10 o bloccare la notifica
Come far apparire l'icona per l'aggiornamento a Windows 10

Se, entro il primo mese di utilizzo di Windows 10 se ne sarà soddisfatti, non si potrà più accedere alla procedura di disinstallazione del sistema operativo con il conseguente ripristino di Windows 7 o di Windows 8.1 ma si potrà comunque, in caso di problemi, riportarlo ad uno stato sicuramente funzionante.

Con Windows 10, infatti, Microsoft ha provveduto ad ottimizzare il già migliorato meccanismo di gestione delle immagini di sistema. I tecnici dell'azienda di Redmond hanno infatti ulteriormente ritoccato le funzionalità refresh e reset portate al debutto in Windows 8.1.
Refresh consente di ripristinare la funzionalità di Windows 10 senza perdere impostazioni, personalizzazioni, documenti e buona parte dei programmi installati; il reset, invece, permette di riportare il sistema operativo al momento in cui si trovava all'atto dell'installazione (e quindi della prima configurazione) oppure recuperare il contenuto di una precedente immagine del sistema.

Nell'articolo Windows 10 e Windows 8.1: ripristino del sistema a confronto abbiamo evidenziato le principali novità relative alle funzioni Reset e refresh di Windows 10.

fonte: http://www.ilsoftware.it/articoli.asp?tag=Disinstallare-Windows-10-e-tornare-a-Windows-7-o-Windows-81_12423

Se avete bisogno dei tool per installazione di vmware, senza perdervi tra i meandri di internet  basta andare su questo sito, dove troverete tutte le versioni

 

https://packages.vmware.com/tools/esx/index.html

Al giorno d'oggi avere solo l'antivirus non basta, perchè ci sono dei programmi chiamati troian o spyware che spesso gli antivirus non riconoscono

 

la soluzione è qui sotto elencata...basta eseguirli e il pc sarà pulito da ogni troian o spyware presente

 

ADW CLEANER

 

LINK DOWNLOAD 

 

COMBOFIX

 

LINK DOWNLOAD

JUNKWARE REMOVAL TOOL



LINK DOWLOAD

Tutti i principali browser web disponibili sul mercato dispongono di un password manager ossia di una speciale funzionalità che si occupa, quando richiesto dall'utente, di memorizzare le credenziali d'accesso utilizzate per effettuare il login sui vari siti. In questo modo, non appena, durante una successiva sessione di lavoro ci si ricollegherà alla medesima pagina per il login, il browser predisporrà automaticamente – nei campi corrispondenti – il nome utente e la password precedentemente memorizzati.

 

Quando si lascia che il browser memorizzi le password è bene comunque tenere a mente che tali informazioni sono ben lungi dell'essere adeguatamente protette. E ciò non soltanto perché la maggior parte degli utenti non imposta una "master password", una parola chiave a protezione dell'intero archivio dei dati di autenticazione del browser ma perché tali informazioni possono essere facilmente recuperate Un software come WebBrowserPassView, ad esempio, consente di recuperare le password da browser quali Internet Explorer, Firefox, Chrome ed Opera avviando una semplice applicazione (l'abbiamo presentata nel dettaglio nell'articolo Mettere al sicuro le credenziali d'accesso con KeePass. Come importarle da qualunque browser). Il programma, però, non è attualmente capace di esporre in chiaro tutti i dati che siano stati protetti ricorrendo ad una "master password". In altre parole, se l'utente utilizza un browser web che consente di proteggere i dati di autenticazione precedentemente memorizzati ricorrendo ad una password principale, WebBrowserPassView attualmente non può nulla dal momento che i dati sono salvati su disco in forma cifrata.

 

Per i tecnici di Google, però, l'utilizzo di una "master password" infonderebbe negli utenti un falso senso di sicurezza. È proprio questo il motivo per cui, ad esempio, in Google Chrome manca del tutto la possibilità di impostare una password a protezione del proprio archivio dei dati di autenticazione.
In Chrome si è quindi preferito utilizzare una funzione API di Windows che rende possibile la decifratura del file contenente le password memorizzate dal browser solo utilizzando lo stesso account utente Windows.
Il problema, nel caso di Chrome, è che chiunque riesca ad accedere a Windows utilizzando uno degli account utente configurati sul sistema locale, potrà riuscire a mettere le mani sui dati di autenticazione. Va ricordato, a tal proposito, come le password associate agli account Windows locali possano essere agevolmente modificate od azzerate utilizzando apposite utilità (avevamo spiegato come modificare o azzerare le password degli account Windows nell'articolo Windows: cambiare la password di qualunque account dalla schermata di login e nel servizio Modificare od azzerare le password degli account Windows con Ubuntu live).

Ed anche quando si protegge l'archivio dei dati di autenticazione con una "master password", chi dovesse riuscire ad utilizzare l'account dell'utente, può utilizzare un semplice trucco che sfrutta proprio l'autocomposizione automatica dei moduli online.

In cosa consiste? Quando si visita una qualunque pagina dalla quale si può effettuare il login, il browser completa automaticamente i campi "nome utente" e "password". Nella casella relativa alla password, il browser inserisce dei puntini in modo tale che un'altra persona, situata nelle vicinanze, non possa immediatamente accorgersi della parola chiave scelta.

 

Cliccando con il tasto destro del mouse sulla casella "Password", quindi selezionando Ispeziona elemento, il browser mostrerà il sorgente della pagina evidenziando la riga HTML che provoca la comparsa della casella per l'inserimento della parola chiave:

In figura abbiamo rappresentato ciò che accade utilizzando Google Chrome ma la procedura è sostanzialmente la stessa da seguire, ad esempio, con Mozilla Firefox. In questo caso, bisognerà semplicemente accertarsi, dopo aver selezionato la voce Analizza elemento, di fare clic sul pulsante "Pannello codice" in basso a sinistra (accanto al pulsante "HTML") oppure premere la combinazione di tasti ALT+C):

Facendo doppio clic sul parametro type="password" si dovrà modificarlo, semplicemente, intype="text" e premere il tasto Invio.
Come per magia, apparirà la password precedentemente memorizzata dal browser in chiaro (i puntini presenti nel campo "Password" risulteranno scomparsi):

Per trovare password nascoste da asterischi o puntini il semplice trucco può essere molto più rapido rispetto alla consultazione dell'archivio mantenuto dal browser.
Niente magia, comunque. Le versioni più recenti di browser quali Google Chrome e Mozilla Firefox consentono di modificare il DOM (Document Object Model) di qualunque pagina. Nel nostro caso ci si è limitati a trasformare un campo "input" variandone la tipologia: se, secondo le specifiche HTML, un campo di tipo "password" mostra un asterisco od un puntino ad ogni carattere digitato, un campo "text" è una cella di testo tradizionale che mostra in forma palese qualunque termine digitato (provate ad esempio a modificare i campi "text" in "password" presenti in questa pagina cliccando poi Edit and click me).

Anche gli utenti di Internet Explorer possono raggiungere il medesimo obiettivo premendo il tasto F12 quindi selezionando il comando Seleziona elemento con un clic dal menù Trova:

 

Dopo aver fatto clic sul campo "Password", si potrà modificare il parametro type="password"trasformandolo in type="text".

fonte: http://www.ilsoftware.it/articoli.asp?tag=Mostrare-le-password-nascoste-sotto-asterischi-e-puntini-nel-browser-web_9197

Vediamo come risolvere l’errore Memoria o spazio su disco insufficiente di Microsoft Office 2013.

Con Microsoft Excel 2013, tentando di aprire un file allegato a una mail, mi è comparso l’errore che vedete nella foto qui sotto.

Microsoft Office 2013 l’errore Memoria spazio disco insufficiente

Il messaggio farebbe pensare a troppi programmi aperti, che saturano la memoria RAM, o al disco fisso che non ha più spazio per altri file.

Però sia RAM che hard disk erano liberi e non presentavano problemi.

Per curiosità clicco su Queste informazioni sono risultate utili? E la risposta è stata No, visto che la soluzione del mio problema non era per niente collegata a quanto scritto nell’avviso.

Microsoft Office 2013 l’errore Memoria spazio disco insufficiente

Soluzione provvisoria

Per riuscire ad aprire il file, salvatelo sul disco fisso, in una cartella qualsiasi e cliccate con il tasto destro del mouse sopra la sua icona, dal menu si sceglie Proprietà.

Bisogna togliere il flag dalla casellina Annulla blocco in modo che scompaia tutta la scritta Sicurezza: Il file proviene da un altro computer. Per facilitare la protezione del computer potrebbe essere bloccato.

Microsoft Office 2013 l’errore Memoria spazio disco insufficiente

Il problema del blocco si ripresenterà però con il prossimo file scaricato dal Web o allegato a una mail.

Soluzione definitiva

Per togliere definitivamente questo controllo, e blocco, bisogna aprire Microsoft Excel 2013, andare in File – Opzioni – Impostazioni centro protezione.

Microsoft Office 2013 l’errore Memoria spazio disco insufficiente

Andare in Visualizzazione protetta e togliere i tre flag.

Eseguite questa modifica se i file che ricevete provengono da persone sicure e siete quindi abbastanza certi che non siano infetti. Se ritenete di poter ricevere dei file malevoli, sbloccateli ogni volta in modo eseguire i file in Visualizzazione protetta e ridurre i potenziali rischi per il computer.

Microsoft Office 2013 l’errore Memoria spazio disco insufficiente

Il problema si presenta anche con gli altri file Microsoft Office e bisogna ripetere gli stessi passaggi visti per Microsoft Excel.

Microsoft Office 2013 l’errore Memoria spazio disco insufficiente

 

fonte: https://turbolab.it/windows-10/microsoft-office-2013-lerrore-memoria-spazio-disco-insufficiente-448

Se office 2013 non vi permette di fare il copia e incolla e vi restituire un errore che il documento è protetto e il copia e incolla è disattivato basta eseguire questa procedura:

 

Rinominare la chiave del registro HKEY_CURRENT_USER / Software / Microsoft / Office.

Da start /esegui digita REGEDIT, sfoglia fino alla chiave indicata poi cliccaci col tasto destro del mouse e scegli "rinomina". Dai alla chiave il nome Office.old.

 

Chiudi Regedit e avvia Word, risolve gran parte dei problemi del pacchetto Office.

ATTENZIONE PERO' CHE QUESTA OPERAZIONE AZZERA LE IMPOSTAZIONI DI OUTLOOK, quindi prima salvatele

Il software di backup degli endpoint deve essere semplice e GRATUITO

 
 
 
 
 
 
 
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Guarda questo video di 2 minuti su Veeam Endpoint Backup FREE

 

Veeam® Endpoint Backup™ FREE è una soluzione facile da utilizzare per il backup di PC e portatili basati su Windows. Veeam Endpoint Backup FREE consente di eseguire facilmente il backup del proprio PC su un'unità rigida esterna, su un sistema NAS (network-attached storage) condiviso o su un repository Veeam Backup & Replication™. In caso di guasto del sistema o del disco rigido, oppure se un file si corrompe o viene cancellato per sbaglio, è possibile ripristinare tutto in pochi minuti, come se niente fosse!

Panoramica Prodotto Novità della versione 1 .1 | FAQ

 

 

 

 

Backup Windows gratuiti per PC e portatili

Persino nei moderni ambienti altamente virtualizzati, gli endpoint (PC e portatili) rimarranno sempre dispositivi fisici che necessitano di backup. Tuttavia, poiché molti strumenti per il backup degli endpoint attualmente disponibili sul mercato sono costosi oppure inefficaci, qual è la soluzione migliore?

Proprio come nel mondo virtuale, l'aspetto più importante dei backup è il ripristino. Veeam ha creato una programma GRATUITA potente e facile da utilizzare, che semplifica al massimo il backup degli endpoint e ne rende semplice e flessibile il ripristino.

 
 
 
 
 
 
 
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Video generico/Installazione

 continua qui a leggere l'articolo

Se avete bisogno di creare un log per la notifica di avvenuto backup, basta creare un file nuovo con estensione .ps ed inserire questo testo:

###########################################################

# Questa parte va compilata:

$emailFrom = "Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo."

$emailTo = "Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo."

$SMTPServer = "xxxxx.xxxxx.xxxxxx"

$SMTPPort = "25"

$SMTPUsername = "xxxxxx"

$SMTPPassword = "xxxxxx"

$SMTPDomain=""

$smtp = New-Object System.Net.Mail.SmtpClient($SMTPServer, $SMTPPort)

$mailCredentials = New-Object System.Net.NetworkCredential

$mailCredentials.domain = $SMTPDomain

$mailCredentials.UserName = $SMTPUsername

$mailCredentials.Password = $SMTPPassword

$SMTP.Credentials = $mailCredentials

###########################################################

$TimeGenerated = get-eventlog "Veeam Endpoint Backup" -newest 1 -entrytype Information, Warning, Error -source "Veeam Endpoint Backup" | Format-List -property TimeGenerated | out-string

$Source = get-eventlog "Veeam Endpoint Backup" -newest 1 -entrytype Information, Warning, Error -source "Veeam Endpoint Backup" | Format-List -property Source | out-string

$EntryType = get-eventlog "Veeam Endpoint Backup" -newest 1 -entrytype Information, Warning, Error -source "Veeam Endpoint Backup" | Format-List -property EntryType | out-string

$Message = get-eventlog "Veeam Endpoint Backup" -newest 1 -entrytype Information, Warning, Error -source "Veeam Endpoint Backup" | Format-List -property Message | out-string

$InstanceID = get-eventlog "Veeam Endpoint Backup" -newest 1 -entrytype Information, Warning, Error -source "Veeam Endpoint Backup" | Format-List -property InstanceID| out-string

$Body = " $TimeGenerated Instance-ID: $InstanceID $Message "

$hostname = hostname

if ($Message.contains("Success")) {

$subject = "EndpointBackup finito con successo"

} elseif ($InstanceID.contains("110")) {

$subject = "EndpointBackup avviato"

} else {

 $subject = "EndpointBackup ha finito con errore\alert!!! Controlla il corpo della mail!"

}

if ($InstanceID.contains("110") -Or $InstanceID.contains("190")) {

$smtp.Send($emailFrom, $emailTo, $subject, $Body)

write-host "No messaggi su 10010 e 10050 Punto di ripristino - creazione or -rimozione mails, salta passaggio"

}

 

write-host "Operazione finita con -$instanceID- ultimo evento -ID"

 

UN RINGRAZIAMENTO PARTICOLARE AD  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. PER LA REALIZZAZIONE E MODIFICA DELLO SCRIPT

 

 

Riepilogo
Microsoft Outlook 2013, Microsoft Outlook 2010, Microsoft Office Outlook 2007 e Microsoft Office Outlook 2003 supportano l'American National Standards Institute (ANSI) e UNICODE dei file delle cartelle personali (.pst) e delle cartelle fuori rete (.ost). In questo articolo viene descritto come utilizzare le seguenti voci del Registro di sistema per limitare la dimensione del file pst e ost:
  • La voce del Registro di sistema MaxFileSize
  • La voce del Registro di sistema WarnFile Size
  • La voce del Registro di sistema MaxLargeFileSize
  • La voce del Registro di sistema WarnLargeFileSize
Nota Le voci del Registro di sistema WarnLargeFileSize e WarnFileSize non permettono ad Outlook di emettere un avviso prima che sia raggiunto il limite di dimensione del file.

La voce del Registro di sistema MaxFileSize

La voce del Registro di sistema MaxFileSize determina la dimensione massima assoluta che sia il file .pst, sia il file .ost possono raggiungere. Dopo aver raggiunto la dimensione massima, Outlook non consente che la dimensione del file cresca oltre questo limite.

La voce del Registro di sistema WarnFile Size

La voce del Registro di sistema WarnFileSize determina la dimensione massima che possono avere sia il file pst e ost. Una volta raggiunta questa data, né il file pst o ost sono autorizzati ad aggiungere altri dati. Tuttavia, la dimensione del file fisico può tuttavia aumentare a seguito di processi interni.

Nella tabella seguente, la voce del Registro di sistema MaxLargeFileSize e WarnLargeFileSize la voce fa riferimento a un file UNICODE formattato (nuovo formato esteso) e la voce del Registro di sistema MaxFileSize e la voce del Registro di sistema WarnFileSize fanno riferimento a un file in formato ANSI (un formato precedente di Microsoft Outlook). I valori UNICODE sono impostati in incrementi di megabyte (MB), mentre i valori ANSI sono impostati in incrementi di byte.

2013 Outlook e Outlook 2010

NomeDigitareIntervallo di dati validoImpostazione predefinita
MaxLargeFileSize REG_DWORD 0x00000001 – 0x0000C800 0X0000C800 51,200 (50 GB)
WarnLargeFileSize REG_DWORD 0x00000000-0x0000BE00 0X0000BE00 48,640 (47,5 GB)
MaxFileSize REG_DWORD 0x001F4400 – 0x7C004400 0X7BB04400 2,075,149,312 (1.933 GB)
WarnFileSize REG_DWORD 0x00042400 – 0x7C004400 0X74404400 1,950,368,768 (1.816 GB)

Outlook 2007 e Outlook 2003

NomeDigitareIntervallo di dati validoImpostazione predefinita
MaxLargeFileSize REG_DWORD 0x00000001 – 0x0000C800 0X00005000 20,480 (20 GB)
WarnLargeFileSize REG_DWORD 0x00000000-0x0000BE00 0X00004C00 19,456 (19 GB)
MaxFileSize REG_DWORD 0x001F4400 – 0x7C004400 0X7BB04400 2,075,149,312 (1.933 GB)
WarnFileSize REG_DWORD 0x00042400 – 0x7C004400 0X74404400 1,950,368,768 (1.816 GB)
Versione di OfficeI criteri per le voci di registro si trovano nel seguente percorso nell'Editor del Registro di sistemaLe preferenze utente per le voci di registro si trovano nel seguente percorso nell'Editor del Registro di sistema
Outlook 2013 HKEY_CURRENT_USER\Software\Policies\Microsoft\Office\15.0\Outlook\PST HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Office\15.0\Outlook\PST
Outlook 2010 HKEY_CURRENT_USER\Software\Policies\Microsoft\Office\14.0\Outlook\PST HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Office\14.0\Outlook\PST
Outlook 2007 HKEY_CURRENT_USER\Software\Policies\Microsoft\Office\12.0\Outlook\PST HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Office\12.0\Outlook\PST
Outlook 2003 HKEY_CURRENT_USER\Software\Policies\Microsoft\Office\11.0\Outlook\PST HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Office\11.0\Outlook\PST
Ulteriori informazioni
Seguire questi passaggi per configurare il limite di dimensione per il file pst e ost.

Nota
982697 per impostazione predefinita, le cartelle di posta condiviso vengono scaricate in modalità cache in Outlook 2010 e Outlook 2013

Importante
322756 come eseguire il backup e ripristinare il Registro di sistema Windows
  1. Fare clic su Start e quindi fare clic su Esegui.
  2. Nella casella Apri digitare regedit e quindi fare clic su OK.
  3. Nel riquadro sinistro, espandere Risorse del Computere quindi espandere HKEY_CURRENT_USER.
  4. Softwaredi espandere e quindi espandere criteri.
  5. Espandere Microsofte quindi Office.
  6. Espandere 11.0 per Outlook 2003, 12.0 per Outlook 2007 o 14.0 per Outlook 2010 oppure 15,0 per Outlook 2013 e quindi Outlook.
  7. Fare clic sul file PSTe quindi destro del mouse su MaxFileSize nel riquadro di destra.
  8. Fare clic su Modificae quindi digitare il valore nella casella dati valore .
  9. Fare clic su OK.
  10. Destro WarnFileSizee ripetere i passaggi 8 e 9.
  11. Destro MaxLargeFileSizee ripetere i passaggi 8 e 9.
  12. Destro WarnLargeFileSizee ripetere i passaggi 8 e 9.
Nota Potrebbe essere necessario creare i valori del Registro di sistema se non sono presenti. Se non sono presenti i valori del Registro di sistema, eseguire la procedura per crearli.
  1. Fare clic su Start, scegliere Esegui, digitare Regedite quindi fare clic su OK.
  2. Nel riquadro sinistro, espandere le seguenti chiave di registro: 

    Per Outlook 2013
    HKEY_CURRENT_USER\Software\Policies\Microsoft\Office\15.0\Outlook
    Per Outlook 2010
    HKEY_CURRENT_USER\Software\Policies\Microsoft\Office\14.0\Outlook
    Per Outlook 2007
    HKEY_CURRENT_USER\Software\Policies\Microsoft\Office\12.0\Outlook
    Per Outlook 2003
    HKEY_CURRENT_USER\Software\Policies\Microsoft\Office\11.0\Outlook
  3. Fare clic con il pulsante destro Outlook, scegliere Nuovo, quindi chiave(La schermata per questo passaggio è elencata di seguito).
    Schermata nel passaggio 3
  4. Tipo di file PSTe quindi premere INVIO. (La schermata per questo passaggio è elencata di seguito).
    Schermata relativa al passaggio 4
  5. Fare clic con il pulsante destro PST, scegliere Nuovoe quindi fare clic su valore DWORD . (La schermata per questo passaggio è elencata di seguito).
    Schermata per il passaggio 5
  6. Digitare MaxFileSizee quindi premere INVIO due volte. (La schermata per questo passaggio è elencata di seguito).
    Schermata per il passaggio 6
  7. Nella finestra Modifica valore DWORD scegliere decimale e digitare il valore nella casella dati valore e quindi fare clic su OK
    Nota 1 GB = 1 * 1024 * 1024 * 1024 byte; 1 MB = 1 * 1024 * 1024 byte; 1 KB = 1 * 1024 byte, il seguente esempio è di 1GB. (La schermata per questo passaggio è elencata di seguito).
    Schermata per passaggio 7
  8. Ripetere i passaggi da 3 a 7 per creare un altro valore DWORD WarnFileSize.
  9. Ripetere i passaggi da 3 a 7 per creare un altro valore DWORD MaxLargeFileSize.
  10. Ripetere i passaggi da 3 a 7 per creare un altro valore DWORD WarnLargeFileSize e quindi chiudere il Registro di sistema.

    Nota Per la distribuzione di massa di queste chiavi del Registro di sistema nei computer degli utenti finali, è possibile utilizzare lo strumento ORK.
Per automatizzare la creazione del Registro di sistema nei computer degli utenti finali, utilizzare lo strumento ORK per scenari di distribuzione. 
È consigliabile che i valori compresi tra la voce del Registro di sistema MaxFileSize e WarnFileSize la voce e i valori compresi tra la voce del Registro di sistema MaxLargeFileSize e WarnLargeFileSize la voce almeno 5% () in modo che i processi interni sono si consiglia di continuare.

Se il valore della voce del Registro di sistema MaxFileSize eccede il limite di ANSI di 2 gigabyte (GB) sul file con estensione pst o ost, il valore verrà ignorato per limitare le dimensioni di 2 GB per impedire il danneggiamento. Il valore predefinito per la voce del Registro di sistema WarnFileSizeregistry viene calcolato al 95% della voce del Registro di sistema MaxFileSize per un file UNICODE e rimane impostato su 1.950.368.768 byte per i piccoli file ANSI. 

Nota È possibile impostare i limiti UNICODE oltre i valori elencati nella tabella. Tuttavia, si consiglia di non esecuzione poiché le prestazioni possono diminuire.

Se i file con estensione ost o pst raggiungono il limite specificato nei registri WarnFileSize o WarnLargeFileSize, viene attivata la funzione di compattazione per tentare di ridurre la dimensione del file a un livello utilizzabile. Quando viene raggiunto il limite in WarnFileSize o il WarnLargeFileSize, non sarà possibile inviare messaggi di posta elettronica (poiché le email inviate vengono memorizzate nella cartella Posta inviata) e gli elementi non possono essere copiati o spostati all'interno del file. Se il file è un file pst di archivio utilizzato per l'archiviazione automatica, l'operazione avrà esito negativo. Tuttavia, i messaggi di posta elettronica possono essere eliminati o archiviati da un file pst o ost che viene utilizzato come percorso di recapito predefinito.

Di seguito sono indicati alcuni degli errori che possono verificarsi quando i file raggiungono le dimensioni massime specificate in registri:
  • Quando si tenta di spostare elementi da un file pst o ost che ha raggiungono il limite, viene visualizzato il seguente messaggio di errore:
    Impossibile spostare gli elementi. Il file < percorso > \ < nomefile >. pst ha raggiunto la dimensione massima. Per ridurre la quantità di dati nel file, selezionare alcuni elementi che non è più necessario e quindi eliminarli in modo definitivo.
  • Quando i messaggi di posta elettronica vengono recapitati a un file pst o ost che utilizza la modalità cache e il file ha raggiunto il limite, viene avviata la procedura guidata pulitura cassetta postale.

fonte: https://support.microsoft.com/it-it/kb/832925

 

per ulteriori info anche dei valori da inserire ce quest'altro interessante articolo

Increase maximum size pst-files

I heard that the default size for pst-files is 20 GB but also that there must be a registry value that allows to increase the maximum up to approximately 4PB (4096TB).

How do I increase the maximum file size of an UNICODE pst file?

In Outlook 2003 and Outlook 2007, the maximum size of a Unicode pst-file has indeed been limited to 20GB. In Outlook 2010 and 2013, this limit has been set to 50GB.

You can increase (but also decrease) this limit via the Registry or via Group Policies.

Note: This tip does not apply to pst-files who are in the Outlook 97-2002 format (ANSI formatted pst-files).

Via the Registry

You need to go to the following location in the Registry;

  • Outlook 2003 
    HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Office\11.0\Outlook\PST
  • Outlook 2007 
    HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Office\12.0\Outlook\PST
  • Outlook 2010 
    HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Office\14.0\Outlook\PST
  • Outlook 2013 
    HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Office\15.0\Outlook\PST

Here you must create and set 2 new DWORD values (note that these values are case sensitive);

  • WarnLargeFileSize 
    Don’t set this higher than 4090445042 (decimal) or f3cf3cf2(hexadecimal)
  • MaxLargeFileSize 
    Don’t set this higher than 4294967295 (decimal) or ffffffff(hexadecimal)

The first value is how many MB a user can write to a pst-file. The second value is how many MB the system can write to a pst-file. This difference has to be at least 5% since there is more written to a pst-file than just user data.

Registry Editor - Increase the maximum size of your pst-file via the MaxLargeSize key. 
Above the maximum size of a pst-file has been set to 100GB with a warning at 95GB.

Via Group Policies

Not comfortable editing the Registry? You can then use Group Policies as well even when you are on a home computer. For instructions on how to use Group Policies see this guide
The settings for adjusting the pst filesize can be found in the section Miscellaneous-> PST Settings. The following 2 settings need to be modified;

  • Large PST: Absolute maximum size 
    Don’t set this higher than 4294967295
  • Large PST: Size to disable adding new content 
    Don’t set this higher than 4090445042

 

fonte: http://www.msoutlook.info/question/99

Sintomi
In un computer client basato su Windows 7 o Windows Vista, è comunque possibile accedere file non in linea anche se il file server viene rimosso dalla rete.Inoltre, è possibile eliminare i file non in linea e i file temporanei in File non in linea nel Pannello di controllo.
Risoluzione
Importante Questa sezione, metodo o attività contiene passaggi su come modificare il Registro di sistema. Tuttavia, può causare seri problemi la modifica del Registro di sistema in modo non corretto. Pertanto, assicurarsi di seguire attentamente i passaggi. Per maggiore protezione, eseguire il backup del Registro di sistema prima di modificarlo. Cosicché sia possibile ripristinare il Registro di sistema se si verifica un problema. Per ulteriori informazioni su come eseguire il backup e ripristinare il Registro di sistema, fare clic sul numero dell'articolo riportato di seguito per visualizzare l'articolo della Microsoft Knowledge Base:
322756 come eseguire il backup e ripristinare il Registro di sistema Windows
Per reinizializzare la cache dei file non in linea per l'utente, passare alla sezione "correzione". Se si preferisce risolvere il problema manualmente, andare alla sezione "Consenti correzione manuale".
 

Risolvere il problema per me

Per risolvere il problema automaticamente, scegliere il pulsante o il collegamento Fix itFare clic su Esegui nella finestra di dialogo Download File e quindi seguire la procedura guidata.


Note
  • Assicurarsi che i file vengono sincronizzati prima di eseguire la correzione automatica. In caso contrario, le modifiche non sincronizzate andranno persi.
  • La relazione di sincronizzazione per le cartelle reindirizzate verrà ricreata la volta successiva che si applicano criteri di gruppo. In alternativa, eseguire il comando seguente:
    gpupdate /force
  • Questa procedura guidata può essere solo in lingua inglese. Tuttavia, la correzione automatica funziona anche per altre versioni di lingua di Windows.
  • Se non si è sul computer che presenta il problema, salvare la soluzione su un'unità di memoria flash o un CD, quindi eseguirla sul computer che presenta il problema.

Quindi, eseguire il "il problema è stato risolto?" sezione.
 

Consenti la correzione manuale

Per risolvere questo problema, reinizializzare la cache dei file non in linea. A tale scopo, attenersi alla seguente procedura:
  1. Fare clic su Start, digitare regedit nella casella Inizia ricerca e quindi premere INVIO.

    Nota Se viene richiesta una password di amministratore o di confermare, digitare la password o fare clic su Continua.
  2. Individuare la seguente sottochiave del Registro di sistema e farvi quindi:
    HKEY_LOCAL_MACHINE\System\CurrentControlSet\Services\CSC
  3. Scegliere Nuovo, quindi chiave.
  4. Parametri di tipo nella casella.
  5. Parametridestro, scegliere Nuovoe quindi fare clic su valore DWORD (32-bit).
  6. Digitare FormatDatabasee quindi premere INVIO.
  7. Destro FormatDatabasee quindi fare clic su Modifica.
  8. Nella casella dati valore digitare 1 e quindi fare clic su OK.
  9. Uscire dall'Editor del Registro di sistema e riavviare il computer.
Nota Assicurarsi che i file vengono sincronizzati prima di aggiungere questa voce del Registro di sistema. In caso contrario, le modifiche non sincronizzate andranno persi.

È inoltre possibile automatizzare il processo di installazione di questo valore del Registro di sistema utilizzando lo strumento della riga di comando Reg.exe. A tale scopo, eseguire il seguente comando da un prompt dei comandi amministrativo:
REG ADD "HKLM\System\CurrentControlSet\Services\CSC\Parameters" /v FormatDatabase /t REG_DWORD /d 1 /f
Note
  • Assicurarsi che i file vengono sincronizzati prima di aggiungere questa voce del Registro di sistema. In caso contrario, le modifiche non sincronizzate andranno persi.
  • Il valore effettivo della nuova chiave del Registro di sistema viene ignorato.
  • Questa modifica del Registro di sistema richiede un riavvio. Quando il riavvio del computer, la shell di reinizializzare la cache CSC e quindi eliminare la chiave del Registro di sistema se è presente la voce del Registro di sistema.
 

Il problema è stato risolto?

  • Controllare se il problema è risolto. Se il problema viene risolto, è necessario continuare con questa sezione. Se il problema non viene risolto, è possibilecontattare il supporto tecnico.
  • Ci piacerebbe ricevere commenti e suggerimenti. Per fornire commenti o segnalare problemi con questa soluzione, lasciare un commento nel blog "correzione" o inviarci un' Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Stato
Microsoft ha confermato che questo è un problema per i prodotti Microsoft elencati nella sezione "Si applica a".

Warning: This article has been translated automatically

 
Proprietà

ID articolo: 942974 - Ultima revisione: 10/15/2013 18:25:00 - Revisione: 2.0

  • Windows Vista Business
  • Windows Vista Enterprise
  • Windows Vista Home Basic
  • Windows Vista Home Premium
  • Windows Vista Ultimate
  • Windows Vista Business 64-bit edition
  • Windows Vista Enterprise 64-bit edition
  • Windows Vista Home Basic 64-bit edition
  • Windows Vista Home Premium 64-bit edition
  • Windows Vista Ultimate 64-bit edition
  • Windows 7 Professional
  • Windows 7 Ultimate
  • Windows 7 Enterprise

fonte: https://support.microsoft.com/it-it/kb/942974

skyepremiumgratis

 

Da alcune ore è comparsa sul Play Store una nuova applicazione che consente di guardare gratis Sky e Mediaset Premium compresi gli eventi sportivi.

Canali TV Italiana SKY è un’applicazione compatibile con tutti gli smartphone e tablet Android che consente di vedere gratis tutti i canali a pagamento di Sky e Mediaset Premium sfruttando un flusso video proveniente da server esterni.

Il bello dell’app è che non  necessario effettuare alcuna configurazione, infatti, una volta avviata entriamo immediatamente nella lista canali dalla quale è possibile selezionare quello preferito ed iniziare immediatamente la visione in streaming.

L’app che ti permette di guardare Gratis Sky e Mediaset

Purtroppo l’applicazione costa 3,49 € una tantum e quindi per utilizzarla è necessario pagare questo importo. Il costo calcolando le potenzialità della stessa è davvero irrisorio ma bisogna valutare con molta attenzione se conviene o meno acquistarla visto che la visione potrebbe essere ai limiti della legalità e stesso Google potrebbe decidere di rimuoverla dal suo Store.

L’utilizzo è consigliato con una rete Wi-Fi visto l’enorme consumo di traffico dati. Durante i nostri test abbiamo riscontrato che la visione è davvero fluida anche se in alcuni casi non vengono caricati canali per diverse ore.

 

fonte: http://www.tecnoandroid.it/guardare-sky-e-mediaset-premium-gratis-arriva-lapplicazione-sul-google-play-store/

Il 29 settembre Google ha lanciato ufficialmente i suoi nuovi device Nexus, rinnovando la propria lineup di smartphone, tablet e device compatibili. Questi nuovi dispositivi sono ora tutti equipaggianti con Android 6 “Marshmallow”, ovvero l’ultima release del Robottino Verde che introduce diverse novità interessanti, anche se non rivoluzionarie come fu per “Lollipop“.

La prima novità che salta all’occhio è la gestione dei permessi delle App, adesso molto più dettagliata e personalizzabile; sarà possibile selezionare singolarmente i permessi, come per esempio consentire la geolocalizzazione ma non l’accesso alla nostra rubrica ad una determinata applicazione. Si tratta di una feature attesa dall’utenza, che adesso avrà il totale controllo dei dati dalle varie App.

Arrivato anche il supporto ufficiale al riconoscimento delle impronte digitali. Ormai tutti i maggiori vendor offrono device con tali sensori ma il loro funzionamento era garantito con driver sviluppati ad hoc dal produttore. Adesso Mountain View fornirà ai vari developers di terze parti delle API per la gestione di tali sensori. Introdotto ancheAndroid Pay, evoluzione del vecchio Google Wallet, che gestirà tutti pagamenti all’interno dell’ecosistema di Big G e permetterà di effettuare transizioni monetarie tramite i POS abilitati. Ovviamente supportata l’identificazione tramite impronte digitali anche per questa piattaforma.

Migliorie in arrivo per la gestione energetica, grazie a Doze si avrà la possibilità di settare i consumi della batteria e lo standby del telefono in modo più efficace. Doze infatti sfrutterà i sensori di movimento sui device, rilevando i tempi di inattività e mandando “a dormire” Android quando necessario, riducendo così al minimo i processi in backgroud.

Sempre su Android 6 è stato finalmente implementato un sistema diBackup&Restore integrato nel sistema, ora le applicazioni potranno caricare i loro dati sul Cloud di Google in modo da permettere all’utente di ripristinare le proprie App senza dover spostare i dati manualmente. Novità anche per l’App Drawer che adesso dispone di una barra dove vengono visualizzate le App usate di recente assieme ad un’altra barra dove è possibile cercarle per nome.

Android “Marshmallow” fornisce anche una migliore gestione della RAM grazie ad un nuovo tool integrato che visualizza informazioni più dettagliate e accurate riguardato il consumo di memoria delle varie applicazioni. Arrivato anche il nuovo Adoptable Storage Devices, ovvero la possibilità di formattare una scheda microSD, o un disco USB, e farla visualizzare come memoria di sistema, in modo da non avere più problemi di spazio e non dover spostare manualmente le applicazioni.

Google ha finalmente lanciato anche Now on Tap, ovvero la possibilità di utilizzare Google Now senza chiudere l’App che si sta utilizzando. Ad esempio, se si sta leggendo una mail di un contatto si potrà invocare Google Now ed esso analizzerà il testo e fornirà indirizzi, numeri di telefono, possibilità di prenotare biglietti e tante altre opzione a seconda del tipo di messaggio e della conversazione in corso.

La distribuzione dell’update partirà dalle prossime settimane per Nexus 5, 6, 7, 9. Per quanto riguarda gli altri device si dovrà aspettare il produttore oppure rivolgersi alla comunità e flashare una Rom indipendente.

fonte: http://www.oneopensource.it/01/10/2015/android-6-marshmallow-ecco-le-novita/

Sono passati solamente pochissimi giorni dall’arrivo di PingPongRoot, il tool che permette di effettuare il root dei Galaxy (per ora solo gli S6) mantenendo Knox a 0 grazie ad una vulnerabilità di Android Lollipop.

Nel frattempo però il team che ne cura lo sviluppo ha già rilasciato varie versioni (sempre beta) che vanno a risolvere alcuni piccoli bug lamentati da alcuni utenti nella fase di installazione e soprattutto estendere la compatibilità anche al modello Galaxy S6 Edge.

 

L’ultima disponibile nel momento in cui scriviamo l’articolo è la 5.1, ora interamente basata sul gestore dei permessi SuperSu di Chainfire.

pingpongroot-galaxy-s6-edge

Per maggiori informazioni su PingPongRoot e i link per i download vi rimandiamo ancora una volta alla discussione di riferimento su Xda.

 

 

fonte: http://www.androidgalaxys.net/modding-galaxy/pingpongroot-galaxy-s6-edge-knox-0/

Oggigiorno poter effettuare pagamenti in tutta tranquillità e semplicità senza il rischio ed il timore di incorrere in eventuali problematiche è di fondamentale importanza e lo diventa ancor di più nel momento in cui la maggior parte delle operazioni vengono effettuate dagli utenti direttamente in mobilità, da smartphone e tablet. In un contesto di questo tipo 2Pay rappresenta sicuramente un’ottima soluzione.

 

Immagine di presentazione del  servizio di mobile payment 2Pay

2Pay è infatti un’app per Android e iOS disponibile gratuitamente sui rispettivi store dal 21 marzo che permette di effettuare transazioni a distanza e in prossimità, il tutto direttamente in tempo reale e con estrema semplicità e sicurezza. Si tratta di un innovativo sistema di mobile payment smart che va ad associare alla semplicità del pagare i già citati i vantaggi tutti derivanti dall’uso della tecnologia digitale.

 

Immagine che mostra il funzionamento di 2Pay su iPhone Utilizzare 2Pay è molto semplice. Basta infatti scaricare l’app, avviarla ed attendere la creazione automatica di un IBAN 2Pay associato al numero di cellulare.

Dopo la creazione dell’IBAN 2Pay tutte le transazioni avvengono  semplicemente inserendo il numero di cellulare di chi riceve il pagamento e il relativo PIN di sicurezza. In alternativa è possibile pagare generando dei QR Code.

L’app 2Pay può quindi risultare utilissima in diverse circostanze, comprese quelle, per così dire, più geek. Scaricando l’app 2Pay sul proprio smartphone e creando l’IBAN 2Pay è infatti possibile, ad esempio, acquistare in negozio il tablet adocchiato da tempo senza star li a pensarci troppo, della nuova RAM per il proprio PC direttamente dallo store online preferito, sbizzarrirsi nel preordinare biglietti per il cinema per i nuovi film Marvel e Star Wars, permettere ai propri figli di fare spese in autonomia ma senza contanti e senza il timore che lo stipendio venga completamente prosciugato e chi più ne ha più ne metta.

Tenendo conto del suo modus operandi 2Pay si rivela quindi una soluzione particolarmente vantaggiosa tanto per i “semplici” utenti quanto per i commerciati. Per gli utenti 2Pay risulta estremamente interessante poiché totalmente svincolato da conti e carte e facilmente ricaricabile mediante un semplice bonifico. Inoltre, per gli acquisti su piattaforme di e-commerce non è necessario inserire alcun dato grazie alla lettura del QR Code. Per i commercianti a risultare particolarmente vantaggioso è invece il fatto che utilizzare 2Pay non prevede costi di attivazione o percentuali sulle operazioni effettuate.

Ad incentivare l’utilizzo di 2Pay da ambo le parti sono poi i servizi di cashback e socializzazione degli acquisti. Per quanto riguarda il cashback a discrezione di ciascun commerciante per ogni acquisto al cliente è possibile riconoscere una percentuale dell’importo versato come credito. Per gli utenti che condividono l’esperienza d’acquisto sui propri canali social è poi previsto un crashback aggiuntivo.

fonte: http://www.geekissimo.com/2015/04/22/2pay-nuovo-sistema-mobile-payment-smart/

Finalmente anche per i Galaxy S4 I9505 è disponibile un primo firmware completo basato sulla versione Lollipop 5.0.1 della Samsung.

 

La versione non è ancora da considerarsi ufficiale in quanto non rilasciato attraverso i consueti canali di aggiornamento Samsung (Kies o modalità Ota).

 

Il pacchetto in ogni caso è originale ed è stato condiviso su Xda da alcuni utenti che ne sono venuti in possesso.

Il formato in cui si presenta è quello a basso livello, ossia costituito dal file di pit, bootloader, pda e csc separati.

Ecco come configurare odin per l’installazione (procedura consigliata solo ad utenti esperti, i dati sul telefono andranno persi):

campo AP/PDA: file AP_I9505XXUH0A7…
campo CP/MODEM: file CP_I9505XXUH0A7…
campo CSC: file CAP_I9505XXUH0A7…
campo PIT: inserire il file .pit contenuto nell’archvio e assicurarsi che l’opzione re-partition di odin sia attivata
- non inserire il bootloader se si vuole ritornare indietro a kitkat
- al termine dell’installazione è raccomandato un hard reset

 

Ecco da dove poter scaricare il pacchetto:  mirror 2

Al momento non si conosce ancora quando potrebbero arrivare i primi aggiornamenti ufficiali, ma considerando che per le varianti Exynos del Galaxy S4 sono già disponibili dovrebbe essere questione soltanto di poche settimane.

 fonte: http://www.androidgalaxys.net/news-galaxy-s4/primo-firmware-completo-lollipop-installabile-sui-galaxy-s4-i9505-originale-ma-non-ufficiale/

se avete bisogno dei codici per inserire simboli come caratteri nei css eccovi la lista

 

  •  fa-glass "\f000"
  •  fa-music "\f001"
  •  fa-search "\f002"
  •  fa-envelope-o "\f003"
  •  fa-heart "\f004"
  •  fa-star "\f005"
  •  fa-star-o "\f006"
  •  fa-user "\f007"
  •  fa-film "\f008"
  •  fa-th-large "\f009"
  •  fa-th "\f00a"
  •  fa-th-list "\f00b"
  •  fa-check "\f00c"
  •  fa-times "\f00d"
  •  fa-search-plus "\f00e"
  •  fa-search-minus "\f010"
  •  fa-power-off "\f011"
  •  fa-signal "\f012"
  •  fa-cog "\f013"
  •  fa-trash-o "\f014"
  •  fa-home "\f015"
  •  fa-file-o "\f016"
  •  fa-clock-o "\f017"
  •  fa-road "\f018"
  •  fa-download "\f019"
  •  fa-arrow-circle-o-down "\f01a"
  •  fa-arrow-circle-o-up "\f01b"
  •  fa-inbox "\f01c"
  •  fa-play-circle-o "\f01d"
  •  fa-repeat "\f01e"
  •  fa-refresh "\f021"
  •  fa-list-alt "\f022"
  •  fa-lock "\f023"
  •  fa-flag "\f024"
  •  fa-headphones "\f025"
  •  fa-volume-off "\f026"
  •  fa-volume-down "\f027"
  •  fa-volume-up "\f028"
  •  fa-qrcode "\f029"
  •  fa-barcode "\f02a"
  •  fa-tag "\f02b"
  •  fa-tags "\f02c"
  •  fa-book "\f02d"
  •  fa-bookmark "\f02e"
  •  fa-print "\f02f"
  •  fa-camera "\f030"
  •  fa-font "\f031"
  •  fa-bold "\f032"
  •  fa-italic "\f033"
  •  fa-text-height "\f034"
  •  fa-text-width "\f035"
  •  fa-align-left "\f036"
  •  fa-align-center "\f037"
  •  fa-align-right "\f038"
  •  fa-align-justify "\f039"
  •  fa-list "\f03a"
  •  fa-outdent "\f03b"
  •  fa-indent "\f03c"
  •  fa-video-camera "\f03d"
  •  fa-picture-o "\f03e"
  •  fa-pencil "\f040"
  •  fa-map-marker "\f041"
  •  fa-adjust "\f042"
  •  fa-tint "\f043"
  •  fa-pencil-square-o "\f044"
  •  fa-share-square-o "\f045"
  •  fa-check-square-o "\f046"
  •  fa-arrows "\f047"
  •  fa-step-backward "\f048"
  •  fa-fast-backward "\f049"
  •  fa-backward "\f04a"
  •  fa-play "\f04b"
  •  fa-pause "\f04c"
  •  fa-stop "\f04d"
  •  fa-forward "\f04e"
  •  fa-fast-forward "\f050"
  •  fa-step-forward "\f051"
  •  fa-eject "\f052"
  •  fa-chevron-left "\f053"
  •  fa-chevron-right "\f054"
  •  fa-plus-circle "\f055"
  •  fa-minus-circle "\f056"
  •  fa-times-circle "\f057"
  •  fa-check-circle "\f058"
  •  fa-question-circle "\f059"
  •  fa-info-circle "\f05a"
  •  fa-crosshairs "\f05b"
  •  fa-times-circle-o "\f05c"
  •  fa-check-circle-o "\f05d"
  •  fa-ban "\f05e"
  •  fa-arrow-left "\f060"
  •  fa-arrow-right "\f061"
  •  fa-arrow-up "\f062"
  •  fa-arrow-down "\f063"
  •  fa-share "\f064"
  •  fa-expand "\f065"
  •  fa-compress "\f066"
  •  fa-plus "\f067"
  •  fa-minus "\f068"
  •  fa-asterisk "\f069"
  •  fa-exclamation-circle "\f06a"
  •  fa-gift "\f06b"
  •  fa-leaf "\f06c"
  •  fa-fire "\f06d"
  •  fa-eye "\f06e"
  •  fa-eye-slash "\f070"
  •  fa-exclamation-triangle "\f071"
  •  fa-plane "\f072"
  •  fa-calendar "\f073"
  •  fa-random "\f074"
  •  fa-comment "\f075"
  •  fa-magnet "\f076"
  •  fa-chevron-up "\f077"
  •  fa-chevron-down "\f078"
  •  fa-retweet "\f079"
  •  fa-shopping-cart "\f07a"
  •  fa-folder "\f07b"
  •  fa-folder-open "\f07c"
  •  fa-arrows-v "\f07d"
  •  fa-arrows-h "\f07e"
  •  fa-bar-chart "\f080"
  •  fa-twitter-square "\f081"
  •  fa-facebook-square "\f082"
  •  fa-camera-retro "\f083"
  •  fa-key "\f084"
  •  fa-cogs "\f085"
  •  fa-comments "\f086"
  •  fa-thumbs-o-up "\f087"
  •  fa-thumbs-o-down "\f088"
  •  fa-star-half "\f089"
  •  fa-heart-o "\f08a"
  •  fa-sign-out "\f08b"
  •  fa-linkedin-square "\f08c"
  •  fa-thumb-tack "\f08d"
  •  fa-external-link "\f08e"
  •  fa-sign-in "\f090"
  •  fa-trophy "\f091"
  •  fa-github-square "\f092"
  •  fa-upload "\f093"
  •  fa-lemon-o "\f094"
  •  fa-phone "\f095"
  •  fa-square-o "\f096"
  •  fa-bookmark-o "\f097"
  •  fa-phone-square "\f098"
  •  fa-twitter "\f099"
  •  fa-facebook "\f09a"
  •  fa-github "\f09b"
  •  fa-unlock "\f09c"
  •  fa-credit-card "\f09d"
  •  fa-rss "\f09e"
  •  fa-hdd-o "\f0a0"
  •  fa-bullhorn "\f0a1"
  •  fa-bell "\f0f3"
  •  fa-certificate "\f0a3"
  •  fa-hand-o-right "\f0a4"
  •  fa-hand-o-left "\f0a5"
  •  fa-hand-o-up "\f0a6"
  •  fa-hand-o-down "\f0a7"
  •  fa-arrow-circle-left "\f0a8"
  •  fa-arrow-circle-right "\f0a9"
  •  fa-arrow-circle-up "\f0aa"
  •  fa-arrow-circle-down "\f0ab"
  •  fa-globe "\f0ac"
  •  fa-wrench "\f0ad"
  •  fa-tasks "\f0ae"
  •  fa-filter "\f0b0"
  •  fa-briefcase "\f0b1"
  •  fa-arrows-alt "\f0b2"
  •  fa-users "\f0c0"
  •  fa-link "\f0c1"
  •  fa-cloud "\f0c2"
  •  fa-flask "\f0c3"
  •  fa-scissors "\f0c4"
  •  fa-files-o "\f0c5"
  •  fa-paperclip "\f0c6"
  •  fa-floppy-o "\f0c7"
  •  fa-square "\f0c8"
  •  fa-bars "\f0c9"
  •  fa-list-ul "\f0ca"
  •  fa-list-ol "\f0cb"
  •  fa-strikethrough "\f0cc"
  •  fa-underline "\f0cd"
  •  fa-table "\f0ce"
  •  fa-magic "\f0d0"
  •  fa-truck "\f0d1"
  •  fa-pinterest "\f0d2"
  •  fa-pinterest-square "\f0d3"
  •  fa-google-plus-square "\f0d4"
  •  fa-google-plus "\f0d5"
  •  fa-money "\f0d6"
  •  fa-caret-down "\f0d7"
  •  fa-caret-up "\f0d8"
  •  fa-caret-left "\f0d9"
  •  fa-caret-right "\f0da"
  •  fa-columns "\f0db"
  •  fa-sort "\f0dc"
  •  fa-sort-desc "\f0dd"
  •  fa-sort-asc "\f0de"
  •  fa-envelope "\f0e0"
  •  fa-linkedin "\f0e1"
  •  fa-undo "\f0e2"
  •  fa-gavel "\f0e3"
  •  fa-tachometer "\f0e4"
  •  fa-comment-o "\f0e5"
  •  fa-comments-o "\f0e6"
  •  fa-bolt "\f0e7"
  •  fa-sitemap "\f0e8"
  •  fa-umbrella "\f0e9"
  •  fa-clipboard "\f0ea"
  •  fa-lightbulb-o "\f0eb"
  •  fa-exchange "\f0ec"
  •  fa-cloud-download "\f0ed"
  •  fa-cloud-upload "\f0ee"
  •  fa-user-md "\f0f0"
  •  fa-stethoscope "\f0f1"
  •  fa-suitcase "\f0f2"
  •  fa-bell-o "\f0a2"
  •  fa-coffee "\f0f4"
  •  fa-cutlery "\f0f5"
  •  fa-file-text-o "\f0f6"
  •  fa-building-o "\f0f7"
  •  fa-hospital-o "\f0f8"
  •  fa-ambulance "\f0f9"
  •  fa-medkit "\f0fa"
  •  fa-fighter-jet "\f0fb"
  •  fa-beer "\f0fc"
  •  fa-h-square "\f0fd"
  •  fa-plus-square "\f0fe"
  •  fa-angle-double-left "\f100"
  •  fa-angle-double-right "\f101"
  •  fa-angle-double-up "\f102"
  •  fa-angle-double-down "\f103"
  •  fa-angle-left "\f104"
  •  fa-angle-right "\f105"
  •  fa-angle-up "\f106"
  •  fa-angle-down "\f107"
  •  fa-desktop "\f108"
  •  fa-laptop "\f109"
  •  fa-tablet "\f10a"
  •  fa-mobile "\f10b"
  •  fa-circle-o "\f10c"
  •  fa-quote-left "\f10d"
  •  fa-quote-right "\f10e"
  •  fa-spinner "\f110"
  •  fa-circle "\f111"
  •  fa-reply "\f112"
  •  fa-github-alt "\f113"
  •  fa-folder-o "\f114"
  •  fa-folder-open-o "\f115"
  •  fa-smile-o "\f118"
  •  fa-frown-o "\f119"
  •  fa-meh-o "\f11a"
  •  fa-gamepad "\f11b"
  •  fa-keyboard-o "\f11c"
  •  fa-flag-o "\f11d"
  •  fa-flag-checkered "\f11e"
  •  fa-terminal "\f120"
  •  fa-code "\f121"
  •  fa-reply-all "\f122"
  •  fa-star-half-o "\f123"
  •  fa-location-arrow "\f124"
  •  fa-crop "\f125"
  •  fa-code-fork "\f126"
  •  fa-chain-broken "\f127"
  •  fa-question "\f128"
  •  fa-info "\f129"
  •  fa-exclamation "\f12a"
  •  fa-superscript "\f12b"
  •  fa-subscript "\f12c"
  •  fa-eraser "\f12d"
  •  fa-puzzle-piece "\f12e"
  •  fa-microphone "\f130"
  •  fa-microphone-slash "\f131"
  •  fa-shield "\f132"
  •  fa-calendar-o "\f133"
  •  fa-fire-extinguisher "\f134"
  •  fa-rocket "\f135"
  •  fa-maxcdn "\f136"
  •  fa-chevron-circle-left "\f137"
  •  fa-chevron-circle-right "\f138"
  •  fa-chevron-circle-up "\f139"
  •  fa-chevron-circle-down "\f13a"
  •  fa-html5 "\f13b"
  •  fa-css3 "\f13c"
  •  fa-anchor "\f13d"
  •  fa-unlock-alt "\f13e"
  •  fa-bullseye "\f140"
  •  fa-ellipsis-h "\f141"
  •  fa-ellipsis-v "\f142"
  •  fa-rss-square "\f143"
  •  fa-play-circle "\f144"
  •  fa-ticket "\f145"
  •  fa-minus-square "\f146"
  •  fa-minus-square-o "\f147"
  •  fa-level-up "\f148"
  •  fa-level-down "\f149"
  •  fa-check-square "\f14a"
  •  fa-pencil-square "\f14b"
  •  fa-external-link-square "\f14c"
  •  fa-share-square "\f14d"
  •  fa-compass "\f14e"
  •  fa-caret-square-o-down "\f150"
  •  fa-caret-square-o-up "\f151"
  •  fa-caret-square-o-right "\f152"
  •  fa-eur "\f153"
  •  fa-gbp "\f154"
  •  fa-usd "\f155"
  •  fa-inr "\f156"
  •  fa-jpy "\f157"
  •  fa-rub "\f158"
  •  fa-krw "\f159"
  •  fa-btc "\f15a"
  •  fa-file "\f15b"
  •  fa-file-text "\f15c"
  •  fa-sort-alpha-asc "\f15d"

  •  fa-sort-alpha-desc "\f15e"
  •  fa-sort-amount-asc "\f160"
  •  fa-sort-amount-desc "\f161"
  •  fa-sort-numeric-asc "\f162"
  •  fa-sort-numeric-desc "\f163"
  •  fa-thumbs-up "\f164"
  •  fa-thumbs-down "\f165"
  •  fa-youtube-square "\f166"
  •  fa-youtube "\f167"
  •  fa-xing "\f168"
  •  fa-xing-square "\f169"
  •  fa-youtube-play "\f16a"
  •  fa-dropbox "\f16b"
  •  fa-stack-overflow "\f16c"
  •  fa-instagram "\f16d"
  •  fa-flickr "\f16e"
  •  fa-adn "\f170"
  •  fa-bitbucket "\f171"
  •  fa-bitbucket-square "\f172"
  •  fa-tumblr "\f173"
  •  fa-tumblr-square "\f174"
  •  fa-long-arrow-down "\f175"
  •  fa-long-arrow-up "\f176"
  •  fa-long-arrow-left "\f177"
  •  fa-long-arrow-right "\f178"
  •  fa-apple "\f179"
  •  fa-windows "\f17a"
  •  fa-android "\f17b"
  •  fa-linux "\f17c"
  •  fa-dribbble "\f17d"
  •  fa-skype "\f17e"
  •  fa-foursquare "\f180"
  •  fa-trello "\f181"
  •  fa-female "\f182"
  •  fa-male "\f183"
  •  fa-gittip "\f184"
  •  fa-sun-o "\f185"
  •  fa-moon-o "\f186"
  •  fa-archive "\f187"
  •  fa-bug "\f188"
  •  fa-vk "\f189"
  •  fa-weibo "\f18a"
  •  fa-renren "\f18b"
  •  fa-pagelines "\f18c"
  •  fa-stack-exchange "\f18d"
  •  fa-arrow-circle-o-right "\f18e"
  •  fa-arrow-circle-o-left "\f190"
  •  fa-caret-square-o-left "\f191"
  •  fa-dot-circle-o "\f192"
  •  fa-wheelchair "\f193"
  •  fa-vimeo-square "\f194"
  •  fa-try "\f195"
  •  fa-plus-square-o "\f196"
  •  fa-space-shuttle "\f197"
  •  fa-slack "\f198"
  •  fa-envelope-square "\f199"
  •  fa-wordpress "\f19a"
  •  fa-openid "\f19b"
  •  fa-university "\f19c"
  •  fa-graduation-cap "\f19d"
  •  fa-yahoo "\f19e"
  •  fa-google "\f1a0"
  •  fa-reddit "\f1a1"
  •  fa-reddit-square "\f1a2"
  •  fa-stumbleupon-circle "\f1a3"
  •  fa-stumbleupon "\f1a4"
  •  fa-delicious "\f1a5"
  •  fa-digg "\f1a6"
  •  fa-pied-piper "\f1a7"
  •  fa-pied-piper-alt "\f1a8"
  •  fa-drupal "\f1a9"
  •  fa-joomla "\f1aa"
  •  fa-language "\f1ab"
  •  fa-fax "\f1ac"
  •  fa-building "\f1ad"
  •  fa-child "\f1ae"
  •  fa-paw "\f1b0"
  •  fa-spoon "\f1b1"
  •  fa-cube "\f1b2"
  •  fa-cubes "\f1b3"
  •  fa-behance "\f1b4"
  •  fa-behance-square "\f1b5"
  •  fa-steam "\f1b6"
  •  fa-steam-square "\f1b7"
  •  fa-recycle "\f1b8"
  •  fa-car "\f1b9"
  •  fa-taxi "\f1ba"
  •  fa-tree "\f1bb"
  •  fa-spotify "\f1bc"
  •  fa-deviantart "\f1bd"
  •  fa-soundcloud "\f1be"
  •  fa-database "\f1c0"
  •  fa-file-pdf-o "\f1c1"
  •  fa-file-word-o "\f1c2"
  •  fa-file-excel-o "\f1c3"
  •  fa-file-powerpoint-o "\f1c4"
  •  fa-file-image-o "\f1c5"
  •  fa-file-archive-o "\f1c6"
  •  fa-file-audio-o "\f1c7"
  •  fa-file-video-o "\f1c8"
  •  fa-file-code-o "\f1c9"
  •  fa-vine "\f1ca"
  •  fa-codepen "\f1cb"
  •  fa-jsfiddle "\f1cc"
  •  fa-life-ring "\f1cd"
  •  fa-circle-o-notch "\f1ce"
  •  fa-rebel "\f1d0"
  •  fa-empire "\f1d1"
  •  fa-git-square "\f1d2"
  •  fa-git "\f1d3"
  •  fa-hacker-news "\f1d4"
  •  fa-tencent-weibo "\f1d5"
  •  fa-qq "\f1d6"
  •  fa-weixin "\f1d7"
  •  fa-paper-plane "\f1d8"
  •  fa-paper-plane-o "\f1d9"
  •  fa-history "\f1da"
  •  fa-circle-thin "\f1db"
  •  fa-header "\f1dc"
  •  fa-paragraph "\f1dd"
  •  fa-sliders "\f1de"
  •  fa-share-alt "\f1e0"
  •  fa-share-alt-square "\f1e1"
  •  fa-bomb "\f1e2"
  •  fa-futbol-o "\f1e3"
  •  fa-tty "\f1e4"
  •  fa-binoculars "\f1e5"
  •  fa-plug "\f1e6"
  •  fa-slideshare "\f1e7"
  •  fa-twitch "\f1e8"
  •  fa-yelp "\f1e9"
  •  fa-newspaper-o "\f1ea"
  •  fa-wifi "\f1eb"
  •  fa-calculator "\f1ec"
  •  fa-paypal "\f1ed"
  •  fa-google-wallet "\f1ee"
  •  fa-cc-visa "\f1f0"
  •  fa-cc-mastercard "\f1f1"
  •  fa-cc-discover "\f1f2"
  •  fa-cc-amex "\f1f3"
  •  fa-cc-paypal "\f1f4"
  •  fa-cc-stripe "\f1f5"
  •  fa-bell-slash "\f1f6"
  •  fa-bell-slash-o "\f1f7"
  •  fa-trash "\f1f8"
  •  fa-copyright "\f1f9"
  •  fa-at "\f1fa"
  •  fa-eyedropper "\f1fb"
  •  fa-paint-brush "\f1fc"
  •  fa-birthday-cake "\f1fd"
  •  fa-area-chart "\f1fe"
  •  fa-pie-chart "\f200"
  •  fa-line-chart "\f201"
  •  fa-lastfm "\f202"
  •  fa-lastfm-square "\f203"
  •  fa-toggle-off "\f204"
  •  fa-toggle-on "\f205"
  •  fa-bicycle "\f206"
  •  fa-bus "\f207"
  •  fa-ioxhost "\f208"
  •  fa-angellist "\f209"
  •  fa-cc "\f20a"
  •  fa-ils "\f20b"
  •  fa-meanpath "\f20c"

Un ottimo posto per inserire gli annunci di Google è sicuramente sotto il titolo di un articolo, spesso però potrebbe rivelarsi un problema per molti di noi, soprattutto per chi è alle prime armi con Joomla. Esistono diversi metodi per inserire i propri annunci Google sotto il titolo, andiamo ad esaminarli uno per volta.

 

 

Metodo loadposition

Un metodo molto usato è quello del { loadposition … }.

In cosa consiste? Semplicemente nel creare un nuovo modulo (HTML_Personalizzato) dove andiamo ad inserire il nostro codice AdSense caricandolo in una precisa posizione, ad esempio adsense.

Ora non ci resta che caricare il modulo nell’articolo dove più preferiamo scrivendo semplicemente { loadposition adsense }. Questo metodo tuttavia potrebbe risultare scomodo nel caso in cui il nostro sito contiene numerose pagine e ci troveremo costretti ad inserire in ogni pagina all’inizio dell’articolo.

Metodo override

Una soluzione a questa inconvenienza potrebbe essere quella di creare un Override per modificare il file di content (/components/com_content/views/article/tmpl/default.php), questo è un metodo che ho adottato per alcuni dei miei siti. Basterà copiare il file sopra indicato e ricrearlo nella cartella, che andiamo a creare (mio_template è la cartella del nostro template) :

templates/mio_template/html/com_content/article/

modificando leggermente la tabella che mostra il titolo aggiungendo una semplice riga in più con dentro il codice adsense. In pratica come viene mostrato nell’immagine.



Avremo dunque gli annunci Google pubblicati automaticamente in tutte le pagine del nostro sito web. È sottointeso inoltre che dovremo far mostrare il titolo dell’articolo, da settare nella configurazione globale di Joomla. Utilizzando questo metodo l’unico problemino potrebbe essere quello di avere il codice adsense in tutte le pagine, senza poter scegliere quali si e quali no…

Metodo template

Un altro modo allora è quello di sfruttare dei Template specifici, cioè dei Template che predispongono di uno spazio apposito tra il Titolo dell’articolo e l’articolo stesso, dove poter inserire il gruppo di annunci adsense.

Andiamo a vedere nel dettaglio come funziona:

Un esempio viene suggerito dal Template di www.crawlermotori.com, da cui potete avere un’anteprima di come sarà il risultato.

Fondamentalmente si tratta di utilizzare due Template.

Uno Semplice, di base, e un altro molto simile ma con qualche modifica...

La modifica si trova nella colonna del contenuto; nel Template base di Joomla (Rhuck Milkyway) ad esempio abbiamo semplicemente il seguente codice:

<td>

<jdoc:include type="component" />

<jdoc:include type="modules" name="footer" style="xhtml"/>

</td>

alle righe 123->126

che ci carica il contenuto con il titolo. Per il nostro scopo tuttavia abbiamo bisogno di due righe in più...

una riga che ci mostri solamente il titolo dell'articolo, una che ci mostri l'annuncio adsense e finalmente una per il contenuto.

Quindi nel file di index.php del template sostituiamo alla riga 124

(<jdoc:include type="component" />)

il seguente codice:

<div class="tit">

    <h1><?php echo $this->title ?></h1>

</div>

  <?php if($this->countModules('adsense')) : ?>

<div class="googleads300h">



    <jdoc:include type="modules" name="adsense" style="rounded" 
/>

</div>
    <?php endif; ?>


<div id="contenuto"> <jdoc:include type="component" /> </div>

Possiamo anche creare una classe nel file .css dove possiamo dare i parametri che meglio riteniamo ad esempio:

.googleads300h{ text-align:left; }

A questo punto per visualizzare l’adsense sotto il titolo, non dovremo far altro che creare un nuovo modulo dove inserire il codice di google adsense e caricarlo nella posizione ‘adsense’. Naturalmente dalle impostazioni generali di Joomla dovremo nascondere la visualizzazione del titolo, altrimenti la nostra pagina visualizzerà due volte lo stesso titolo (Gestione Articoli -> Preferenze)

 

fonte: http://www.joomla.it/articoli-della-community/3899-come-inserire-gli-annunci-adsense-sotto-il-titolo-di-ogni-articolo-di-joomla.html

Non farti ingannare dall'immagine virtuale della scatola in homepage di questo sito, Joomla non è un prodotto ma è un progetto. Nato nel settembre 2005 da un gruppo di sviluppatori volontari situati in differenti nazioni e supportato da una folta comunità mondiale, tra cui quella Italiana che ne cura la traduzione e locazione nella nostra lingua, è considerato uno dei migliori CMS OpenSource.

Joomla non è un prodotto ma è un progetto collaborativo...CMS (Content management system) letteralmente significa "Sistema di gestione dei contenuti", è una categoria di software che serve a organizzare e facilitare la creazione collaborativa di siti Internet. Open source (termine inglese che significa sorgente aperto) indica un software rilasciato con un tipo di licenza per la quale il codice sorgente è lasciato alla disponibilità di eventuali sviluppatori, in modo che con la collaborazione (in genere libera e spontanea) il prodotto finale possa raggiungere una complessità maggiore di quanto potrebbe ottenere un singolo gruppo di programmazione.
Con Joomla! è quindi possibile realizzare siti Internet dinamici, è gratuito e rilasciato sotto licenza GPL v.2 , per il suo utilizzo non sono necessarie conoscenze di linguaggi di programmazione e può essere utilizzato anche per scopi commerciali.


Per iniziare ad utilizzare Joomla è necessario disporre dell'ambiente web adatto, cioè un nome di dominio associato ad uno spazio server con le caratteristiche necessarie al corretto funzionamento di Joomla. LAMP è l'acronimo dell'ambiente web da noi consigliato, indica una piattaforma per lo sviluppo di applicazioni web che prende il nome dalle iniziali dei componenti software con cui è realizzata:

 
  • Linux: il sistema operativo;
  • Apache: il Web server;
  • MySQL: il database management system (o database server);
  • PHP: il linguaggio di programmazione.
 

Per l'acquisto di un domino (nome ed indirizzo del sito tipo: miosito.it) e del relativo spazio web con le seguenti caratteristiche solitamente il costo varia dai 50 a 200 Euro all'anno. Esistono anche servizi di hosting gratuiti, utili per testare l'utilizzo di Joomla!, questi non forniscono la registrazione di un proprio dominio ma mettono a disposizione un indirizzo composto dal nome del servizio e quello scelto dall'utente e solitamente hanno notevoli limitazioni.

 

Requisiti minimi per l'installazione- Circa 20 minuti di tempo
- Un computer, sia questo un PC con Windows o un Mac o Linux o altro sistema operativo, ma è necessario un computer connesso ad Internet (meglio se con ADSL o superiori) per procedere con l'installazione di Joomla!
- Il file dell'ultima versione di Joomla! (disponibile dall'area download di questo sito)
- Il proprio dominio Internet registrato ed attivo ed i dati di accesso al proprio server forniti dal servizio di hosting scelto (accesso FTP e accesso al database MySQL).
- Un programma per decomprimere il file compresso di Joomla, ed un programma FTP Client per caricare i file sul server.

La procedura di installazione

Iniziamo scaricando dal sito Joomla.it l'ultima versione di Joomla dall'area download. Esistono due rami di sviluppo stabili per Joomla, la versione con supporto a lungo termine (LTS) che viene mantenuta ed aggiornata per circa due anni e la versione con supporto a breve termine (STS) che contiene le maggiori novità e viene mantenuta ed aggiornata per soli 6 mesi. Consigliamo quindi di utilizzare sempre l'ultima versione LTS e non lasciarsi prendere dalla voglia di utilizzare le ultime novità presenti nelle più recenti STS.
Salviamo il file (compresso  .zip) in una cartella del nostro PC (evitiamo di scaricarla sul desktop). Ora procediamo con la decompressione dell'archivio appena scaricato. Ci sono molti programmi gratuiti che permettono questa operazione di decompressione, come 7-ZIP File Managero programmi come WinZip o WinRar che nella versione di prova hanno questa funzionalità. Solitamente questi programmi funzionano tutti ugualmente, basta premere con il tasto destro del mouse sul file della distribuzione di Joomla scaricata e scegliere di decomprimere il contenuto in una cartella che prende il nome del file compresso.
Otterremo così una nuova cartella che al suo interno contiene tutti i file e le cartelle di Joomla. Il nostro compito seguente è quello di riuscire a trasferire il contenuto di questa cartella sul server web. Per eseguire questa operazione è necessario disporre dei dati di accesso FTP del server che ospita il nostro dominio o sito Internet, solitamente è il gestore di hosting che dopo l'acquisto del dominio e dello spazio web invia una mail con i dati di accesso, se non siete in possesso di questi dati contattate il vostro fornitore di hosting per richiederli. La procedura di trasferimento dei file sul server web avviene utilizzando un apposito programma Client FTP, noi consigliamo Filezilla come ottimo programma gratuito ed in italiano. 
Avviamo Filezilla e dal primo menu in alto a sinistra "File" selezioniamo "Gestore siti", poi "Nuovo sito", inseriamo il nome del nostro dominio nella finestra di sinistra così da salvare con questo nome le impostazioni che stiamo per inserire. Nella finestra di destra compiliamo il campo Host, solitamente è ftp.nomesito.ext (dove nomesito indica il nome del vostro dominio ed ext l'estensione o .it o .com ecc...) ma può essere anche una serie numerica, viene fornito dal gestore di hosting con i dati di accesso FTP. Nel campo "Porta" inseriamo il numero 21, in "Tipo server" lasciamo FTP - File Transfer Protocol, in "Tipo di accesso" selezioniamo "Normale", in "Utente" il nome utente, in "Password" la password, questi dati vengono forniti dal gestore di hosting al momento dell'acquisto del dominio, fate molta attenzione a ricopiare correttamente anche le lettere maiuscole o minuscole. Al termine della compilazione di questi campi è necessario premere su "Connetti",viene così stabilita la connessione con il server, e nella finestra di destra vengono mostrate le cartelle presenti sul server all'interno del nostro dominio, su alcuni server è necessario accedere alla cartella "public_html" in altri "httpdocs" ed altre ancora, ma è importante accedere alla cartella che viene definita come la cartella principale del nostro sito (Root) dove devono essere caricati (upload) tutti i file di Joomla che abbiamo precedentemente estratto. All'interno della cartella principale che chiameremo Root verificate se è presente un file di nome index.html o index.htm, se presente eliminatelo. Nella finestra di sinistra che mostra i dati del nostro PC navigliamo fra le cartelle fino a trovare la cartella che contiene i file di Joomla, selezioniamo tutti i file e le cartelle presenti in questa cartella e trasciniamoli, tenendo premuto il tasto sinistro del mouse, nella finestra di destra. Inizia così il caricamento dei file, il programma Filezilla copierà tutti i file sul server, essendo alcune migliaia questa operazione può richiedere alcuni minuti.


Terminato il caricamento di tutti i file con Filezilla è possibile accedere alla procedura guidata di installazione di Joomla!, per fare questo utilizziamo un Browser, noi consigliamo Firefox ma anche il più comune Internet Explorer o altri browser vanno benissimo. Digitiamo nella barra degli indirizzi del nostro Browser l'indirizzo completo del nostro sito per esempio http//:www.nomesito.ext apparirà la prima pagina della procedura guidata di installazione di Joomla. Selezioniamo la Lingua Italiana e premiamo sul tasto "Avanti" in alto a destra.

 

2: Controlli pre-installazione, in questa pagina vengono mostrati alcuni parametri del server che ospita il nostro dominio, è molto importante che questi parametri siano supportati dal vostro server e che compaiano quindi di colore verde, altrimenti dovete chiedere al gestore del vostro server di modificare questi parametri. Esistono servizi di hosting dedicati a Joomla, che forniscono quindi una piena compatibilità di questi parametri per Joomla, www.joomlahost.it è uno di questi servizi di hosting adatto a Joomla. Verificati quindi questi parametri e passati i controlli è possibile premere nuovamente sul tasto "Avanti" in alto a destra.
3: Licenza, in questa pagina viene mostrata la licenza con cui è distribuito Joomla, premere nuovamente sul tasto "Avanti" in alto a destra.
4: Database, in questa pagina è necessario inserire i dati di accesso al database. Solitamente questi dati di accesso al database vengono forniti dal gestore di hosting al momento dell'acquisto del dominio, ma può essere possibile generare un nuovo database dal pannello di controllo del servizio di hosting acquistato. In questo caso sarà necessario creare un nuovo database, un nuovo utente di database con relativa password. In "Tipo database" lasciate "mysql", in "Nome Host" solitamente deve essere inserito "localhost" ma alcuni servizi di hosting richiedono l'inserimento di una serie numerica od altro, contattate il vostro fornitore di hosting per conoscere il valore corretto. In "Nome utente" inserite il nome dell'utente di database, in "Password" inserite la password dell'utente di database ed in "Nome database" inserite il nome del database. Terminata la compilazione di questi campi è possibile premere nuovamente sul tasto "Avanti" in alto a destra.
5: Configurazione ftp, in questa pagina non toccare niente, ma guarda e passa... è quindi possibile premere nuovamente sul tasto "Avanti" in alto a destra.
6: Configurazione, in questa pagina è necessario scrivere nel campo "Nome sito" il titolo del nostro sito cioè una breve descrizione del sito, questo testo potrà essere in seguito modificato dal pannello amministratore di Joomla. Nel campo "La tua e-mail" inserire un indirizzo di posta valito e funzionante, nel campo "Password amministratore" digitare una password a scelta (suggeriamo maggiore di 6 caratteri e che contenga sia lettere che numeri), questa password sarà poi necessaria per accedere al pannello di controllo di Joomla, quindi assicuratevi di ricordarla bene, non è possibile recuperarla se dimenticata. Scrivere nuovamente la stessa password nel campo "Conferma password amministratore". Premere sul tasto "Installare i dati di esempio", questo permetterà di avere sul sito già presenti alcuni contenuti, notizie, sondaggi, banner ecc... che possono essere molto utili per capire come funziona joomla e come si ottengono alcuni risultati riportati nei contenuti di esempio, è possibile premere nuovamente sul tasto "Avanti" in alto a destra.
7: Conclusione, finalmente la procedura di installazione è terminata, ci viene ricordato di eliminare la cartella "installation" dalla Root del server, quindi con il nostro programma FTP (filezilla) procediamo alla cancellazione di questa cartella visibile nell'elenco delle cartelle di Joomla. Cancellata la cartella installation è possibile premere sul tasto "Sito" in alto a destra, oppure digitare sulla barra degli indirizzi del browser l'indirizzo completo del nostro sito. Se tutto è andato correttamente dovremmo riuscire a visualizzare un sito pieno di notizie e dati, come nella installazione demo di Joomla visibile da questo link , se il risultato è questo, COMPLIMENTI siete riusciti ad installare Joomla!

 

Il pannello di amministrazione

Se siete riusciti al leggere fino a qui senza annoiarvi od offendermi possiamo procedere con questa descrizione. Per procedere con la personalizzazione del sito è necessario accedere al pannello di amministrazione. Digitare sulla barra degli indirizzi del vostro browser l'indirizzo completo del vostro sito ed aggiungere /administrator facciamo un esempio per il sito www.joomla.it il link per accedere al pannello di amministrazione è www.joomla.it/administrator (sostituire quindi www.joomla.it con l'indirizzo del sito dove avete appena installato Joomla!).
Risulterà molto comodo e utile mantenere aperte due pagine del browser, una per la visualizzazione dell'indirizzo principale dove sarà visibile la homepage, ed una pagina del browser che mostri il pannello di controllo, così da verificare sul sito le modifiche che vengono effettuate dal pannelli di controllo. Per accedere al pannello di controllo è necessario inserire nel campo "Username" il nome utente admin (o quello inserito in fase di installazione) e nel campo "Password" la password impostata nella procedura di installazione.

Il backend.........

Il pannello di controllo di Joomla raggiungibile dall'indirizzo www.nomesito.xx/administrator viene anche definito backend, è semplice da utilizzare e navigare e permette la completa gestione del sito. Dal Pannello di controllo, puoi creare e gestire gli articoli, le categorie ecc... Altre caratteristiche disponibili nel Pannello di controllo sono le gestioni media, menu, lingue, utenti e template. Da qui puoi accedere anche alla Configurazione Globale.

E' buona norma modificare il nome dell'utente admin inserendo un nome utente differente da admin per aumentare la sicurezza dell'installazione di joomla. Per modificare il nome utente dal menu Sito-->Gestione utenti selezionare l'utente admin e nel campo Nome utente inserire un valore differente e salvare per confermare la modifica. Per accedere al pannello amministratore sarà così necessario inserire in nuovo nome utente di amministratore con la relativa password.
Inserire i primi contenuti
Uno dei concetti principali da capire utilizzando Joomla è che i contenuti inseriti sul sito dall'editor di Joomla, inserendo nuovi articoli o nuovi contatti  ecc...., non vengono scritti su dei file ma memorizzati nel database in apposite tabelle.Prendi nota e dai la giusta importanza anche a questi suggerimenti sulla sicurezza del tuo sito: "La vera sicurezza per il sito in Joomla è il tuo atteggiamento!"
In Joomla per creare una nuova pagina è necessario creare un "Articolo", quindi dall'amministrazione selezionare il menu Contenuti-->Nuovo articolo ed inserire il titolo ed il testo della nostra nuova pagina. Puoi assegnare questo nuovo articolo ad una categoria già esistente, come ad esempio "Notizie" e questo contenuto apparirà nel sito dopo aver premuto sulla voce di menu collegata alla categoria "Notizie"; oppure puoi mantenere l'articolo "Non categorizzato" e salvare. Accedi poi al "Menu principale" e crea una nuova voce di menu selezionando come "Tipo di voce di menu" -->Singolo articolo e sulla destra premere sul tasto per selezionare a quale articolo collegare questa nuova voce di menu, assegna poi un nome a questa voce di menu e salva. Visualizzando il sito potrai notare la nuova voce di menu che mostra il nuovo contenuto da te creato....
Questo schema mostra come è strutturato il tuo sito con Joomla, il "template" è la griglia grafica su cui potrai lavorare per personalizzare l'aspetto del tuo sito. Puoi cambiare template e quindi aspetto al tuo sito in qualsiasi momento e mantenere invariati i contenuti delle tue pagine web. Vengono distribuiti, sia gratuitamente che non,  centinaia di template per Joomla, che puoi installare e provare per cambiare colore ed aspetto al tuo sito, in questa sezione di Joomla.it trovi un calderone che raccoglie quelli gratuiti.

Molte informazioni, guide, istruzioni sull'utilizzo di Joomla possono essere ricercate su Joomla.it nelle varie sezioni, vi consiglio di leggere per iniziare questa guida per principianti suddivisa in capitoli nel nostro wiki. Da non perdere anche le risposte alle domande più frequenti: FAQ

il frontend.........

 

Consigli utili........

 

 
- Register Globals: OFF
- Magic Quotes: ON
- Emulazione RG: ON
- Safe Mode: OFF
- Supporto zlib Disponibile
- Supporto XML Disponibile
- Session save path scrivibile
- File Uploads: ON
- Magic Quotes GPC: ON
- Magic Quotes Runtime: OFF
- Output Buffering: OFF
- Session auto start: OFF
- mod_rewrite attivo
- versione di MySQL: ? 5.0.4
- versione di PHP: ? 5.2.4
 

 


Per utilizzare al meglio Joomla è necessario che i parametri del server che ospita il sito siano impostati correttamente, in questa finestra riportiamo alcuni dei più importanti. I permessi delle cartelle di sistema devono essere scrivibili per permette il caricamento di nuove estensioni o immagini. 
E' possibile verificare le impostazioni del server che ospita il sito Joomla dal pannello di controllo: menuSito-->Informazioni di sistema-->Impostazioni PHP è possibile verificare molti parametri, mentre per verificare i permessi delle cartelle di sistema: menu Aiuto-->Info sistema-->Permessi cartelle
Se le cartelle non risultano scrivibili è possibile con il client FTP modificare il CHMOD di ogni singola cartella impostandolo come scrivibile, su alcune tipologie di server è necessario impostare il CHMOD a 644 e su altri a 666.

Altre caratteristiche molto importanti per la scelta dell'Hosting Provider sono una gestione dei permessi facilitata grazie all'utilizzo di suphp o simili, la protezione tramite web application firewall e una gestione di backup frequenti. Anche da Joomla.org arrivano indicazioni precise per l'Hosting dedicato a Joomla, inquesto articolo viene tradotto in italiano l'appello del DevTeam per i provider che non rispettano i parametri necessari al corretto funzionamento di Joomla.

 

 

Joomla è un CMS e come tutti gli altri CMS è un sistema dinamico, "vivo", che necessita di essere costantemente monitorato ed aggiornato. Circa ogni due mesi vengono rilasciati aggiornamenti che devono essere eseguiti in ogni sito dove è stata effettuata una installazione di Joomla. Inoltre anche tutte le estensioni esterne utilizzate devono essere mantenute aggiornate. Evitare di mantenere aggiornato il proprio sito e credere che una volta terminato questo possa rimanere invariato sul web è un gravissimo errore.
Se per il tuo progetto web sai di non poter offrire questo costante impegno nel gestire il sito Joomla anche dopo la sua realizzazione.... allora evita di utilizzare questa piattaforma, ma scegli di realizzare le pagine in modo statico in HTML. 
Se il tuo cliente non ha il budget per coprire le spese dedicate al mantenimento/aggiornamento del sito, evita di utilizzare Joomla per quel sito.
In fase di preventivo ricordati di includere sempre il riferimento alla quota annua dedicata alla gestione del sito (aggiornamenti di Joomla e delle estensioni, backup, monitoraggio prestazioni ed indicizzazione ecc..).
Un sito Joomla! necessita di poca ma costante manutenzione, se questa viene a mancare allora tutto il progetto web realizzato perde significato, diventa facile preda per attacchi informatici che infettano e compromettono il sito e successivamente da questo infettano altri siti ed i computer di chi li visita (inviano spam, rubano dati sensibili ecc..). Mettere online un progetto web richiede anche senso di responsabilità sul codice che viene messo in rete. Mantenere aggiornato e sicuro questo codice è dovere di ogni webmaster a qualsiasi livello, sia per il sito amatoriale sia per quello commissionato da una grande azienda.

LicenzaCome già accennato Joomla viene rilasciato gratuitamente sotto la licenza GNU GPL v.2, che lo rende utilizzabile gratuitamente anche in ambito commerciale.
E' quindi possibile scaricare ed utilizzare liberamente Joomla per realizzare siti Internet, è possibile farlo a scopo commerciale e non si è tenuti a mantenere riferimenti visibili a Joomla, mantenere questi riferimenti è però gradito.
Prendendo come riferimento le indicazioni sulla licenza scritte sul sito ufficiale di Joomla riportiamo alcuni estratti per spiegare le possibilità di utilizzo del software:

- La licenza consente a qualcuno di vendere una copia di Joomla!?
Sì. Il Preambolo della GNU GPL dice "quando si parla di software libero, ci riferiamo alla libertà, non al prezzo. Le nostre General Public Licenses sono progettate per assicurarsi di avere la libertà di distribuire copie del software libero (e farsi pagare per questo, se lo si desidera), di ricevere il codice sorgente o che lo si possa ottenere se lo si desidera, di cambiare il software o utilizzare parte di esso in nuovi programmi free e che si sappia che si possono fare queste cose."

- Posso rimuovere il copyright di Joomla! dal footer(parte in basso) del sito(e altre questioni correlate)?
Sì, è possibile rimuovere il copyright di Joomla! da qualsiasi parte del sito che viene generato dall'applicazione Joomla!. Non si può rimuovere il copyright dal codice sorgente della stessa, cioè dal testo presente nella parte iniziale di ogni file.

- Posso rimuovere il copyright di Joomla! dalle informazioni presenti nei metatag(meta name="generator" content="Joomla! 1.5 - Open Source Content Management") di un sito realizzato con Joomla!?
Sì, è possibile rimuovere il copyright di Joomla! da qualsiasi parte del sito che viene generato dall'applicazione Joomla!. Non si può rimuovere il copyright dal codice sorgente della stessa, cioè dal testo presente nei file.

 

Joomla! è software libero e come tale lo si può usare, copiare, modificare e distribuire liberamente senza aver bisogno di acquistare alcuna licenza. Si parla di software libero, e non di software gratuito, in quanto la libertà è un concetto molto più ampio. In questo caso la gratuità è una conseguenza della libertà. Quando si usa software libero (come lo è OpenOffice.org, Linux, Firefox, Thunderbird, Gimp, MySQL e tantissimi altri), si riceve una serie di diritti che sono:

  • libertà di usare quel software per qualsiasi scopo (anche a livello commerciale)
  • libertà di modificare il software sorgente (per adattare il prodotto alle proprie esigenze)
  • libertà di distribuire il software ovunque
  • libertà di distribuire le modifiche apportate

Occorre fare attenzione che, contrariamente a quanto si tende comunemente a credere, il software è coperto da copyright. E' l'autore del software stesso che, scegliendo una licenza libera, impone che le libertà elencate sopra non possano essere, in nessun caso, alienate. Pertanto, se si ridistribuisce il software, anche chi lo riceve deve ottenere gli stessi diritti.

 

fonte: http://www.joomla.it/presentazione-joomla.html

WordPress è una via di mezzo tra un blog engine, un'applicazione per la creazione e la gestione dei blog, e un CMS, una piattaforma per la realizzazione di siti Internet e per l'amministrazione di contenuti testuali, grafici e multimediali.

Il suo essere uno strumento molto semplice da utilizzare, ricco di funzionalità e dotato di un'architettura facile da estendere tramite plugin (estensioni non comprese nel core), lo hanno reso uno degli script più utilizzati per la creazione di pagine Web dinamiche; WordPress è stato concepito per essere utilizzato anche dall'utenza meno esperta e per questo motivo oggi milioni di bloggers, anche privi di conoscenze in fatto di linguaggi di sviluppo, lo utilizzano come motore del proprio sito.

 

WordPress è nato da un'idea del giovane programmatore PHP Matt Mullenweg per soddisfare le necessità di coloro che desiderano realizzare un blog in poco tempo, con competenze tecniche minime e senza la necessità di doversi dotare di un supporto hosting economicamente dispendioso.

Molto presto, attorno alla creatura di Mullenweg si è raccolta una vasta comunità di utilizzatori che conta oggi milioni di persone e un nutrito gruppo di sviluppatori che ogni giorno apportano miglioramenti al core dell'applicazione e sviluppano nuove estensioni, plugin e add-on.

 

Pochi CMS e sicuramente nessun altro blog engine sono in grado di mettere a disposizione le funzionalità di un prodotto che offre:

  • una procedura di installazione estremamente semplificata che la community stessa di WordPress chiama: "The Famous 5 Minute Installation";
  • un'intefaccia per l'amministrazione veramente facile da utilizzare, questo CMS è stato infatti pensato dagli sviluppatori tenendo sempre presenti le esigenze dell'utilizzatore;
  • un sistema di gestione di temi e template per la personalizzazione della grafica delle pagine Web installabili con una procedura che richiede soltanto un upload e un click del mouse;
  • la disponibilità in forma libera e gratuita di migliaia di plug-in, estensioni di terze parti, template preconfezionati e il supporto continuo di una delle più grandi comunità del Web.

WordPress è un'applicazione realizzata in linguaggio PHP con supporto del DBMS MySQLper l'archiviazione dei dati; necessita di requisiti di sistema minimi dato che per farlo funzionare sono sufficienti: PHP 4.3 o superiore, MySQL 4.0 o superiore, un Web server come per esempio Apache e un modulo per la riscrittura delle URL (facoltativo ma particolarmente importante, vedremo perché).

 

Questo blog engine può essere utilizzato sia in ambiente Linux che Windows, come Web server è possibile utilizzare anche IIS ma si tenga conto del fatto che mentre in Apache il modulo per la riscrittura delle URL (mode_rewrite) viene fornito gratuitamente insieme all'applicazione, per utilizzare in IIS il modulo omologo (ISAPI_Rewrite) è spesso necessario l'esborso di una somma di denaro.

 

WordPress viene rilasciato sotto licenza Open Source (GNU General Public License o semplicemente GPL), può quindi essere scaricato gratuitamente dal sito ufficiale del progetto, non pone limiti per il suo utilizzo e può essere distribuito e modificato liberamente sulla base delle diverse esigenze degli utilizzatori.

 

fonte: http://www.mrwebmaster.it/cms/introduzione-wordpress_10193.html

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fonte: http://www.topitalia.biz/

 

 

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matrix   aggiornato al 30-06-2015

 

phoenix030915.rar fw piu lista aggiornato al 03-09-15   

 

fonte: http://www.topitalia.biz/

 

 

 

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ferguson 150 (117 download ) Ultimo aggiornamento 23/06/2015

 

ferguson 252 (18 download ) ultimo aggiornamento 13/01/2015

 

 

Edision 3 in 1   031214 ultimo aggiornamento sat+dtt

sat dtt 2 0 32  sat+dtt napoli 2.0.32

fw 2.0.54   ps 2.0.54

fw 2.0.50   ps 2.0.50

 

underline3in1  sat+dtt aggiornato al 24/06/15