Martedì, 27 Ottobre 2020

BUSINESS NEWS

Se vi capita questo errore "Errore Imprevisto" sul pannello di configurazione degli ip di windows, basta adottare questa procedura....problema probabilmente causato da un programma di pulizia file temporanei:

 

 

Windows runs a number of services in the background. You can find these background services with their current status in Services window (Press Windows + R, type services.msc and hit Enter). These services are also seen in a separate tab, under the hood of System Configuration Utility (commonly known as msconfig). Today, I came around a weird issue for the background services running in the Services window. Against each service, the status says “Failed to Read Description. Error Code 2″. Have a look at the following screenshot:

Failed To Read Description Error Code 2

Since there is error code 2, it can be concluded that background services files were missing from the system. The first and foremost thing I did after seeing the error, I just checked the  necessary files for the services. So it was everything OK with my system, the files were there ⯑ So I run the System File Checker to find out and fix possible corruption and rebooted. But there was no difference in the situation, services still showing the same error.

Now, I started by troubleshooting steps in another direction, and finally ended up all this mess with following solution:

Failed To Read Description. Error Code 2

1. Press Windows Key + R combination, type put Regedt32.exe in Run dialog box and hit Enter to open the Registry Editor.

 

^

REGEDIT Enable Or Disable Hyperlink Warnings For Office 2013 programs

2. Navigate to the following location:

HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Control\MUI

Services.MSC-Failed-To-Read-Description-Error-Code-2-1

3. Now right click on the MUI key and select New -> Key. Name the newly created key as StringCacheSettings. In the right pane of this newly created key, create a new DWORD value, name it as StringCacheGeneration. Double click this newly created DWORD to modify its Value data:

Services.MSC-Failed-To-Read-Description-Error-Code-2-3

4. In the above shown box, type the Value data as 38b. Make sure you have selected Hexadecimal base here. Click OK. You may now close the Registry Editor and reboot to get fixed up.

Hope this helps!

L’ultima versione del sistema operativo Microsoft, in attesa dell’ormai prossimo Windows 8, ha modificato e migliorato sensibilmente molti dettagli dell’usabilità del Desktop. Tra le novità meno reclamizzate si segnala per la sua utilità l’elenco Preferiti, visualizzato nella barra laterale sinistra in tutte le finestre di Esplora risorse, che permette di raggiungere con un solo clic il Desktop e la cartella Downloads. Un terzo collegamento di quest’elenco, utilissimo ma trascurato da tanti utenti, è Risorse recenti, che mostra la lista delle cartelle aperte negli ultimi tempi. Molti ignorano che l’elenco Preferiti può essere personalizzato a piacere, inserendovi i collegamenti sia alle cartelle utilizzate più spesso durante il lavoro quotidiano sia a quelle che servono magari di rado ma sono raggiungibili solo con una lunga e noiosa serie di clic.

La maniera più semplice per aggiungere un nuovo elemento all’elenco è trascinarvi sopra una cartella prelevata dal pannello di destra di Esplora risorse: il sistema operativo creerà automaticamente un nuovo collegamento. Altrettanto semplice è la rimozione di un link: basta fare clic destro sull’elemento e selezionare la voce Rimuovi nel menu contestuale; scegliendo invece Rinomina è possibile modificare il nome del link, mentre trascinando gli elementi se ne può cambiare l’ordine. Un’altra strada per raggiungere gli stessi risultati è quella che passa dalla cartella C:\Users\<Nome_Utente>\Links (se non è stata spostata), in cui sono fisicamente presenti i collegamenti mostrati nell’elenco Preferiti. Per rendere disponibile lo stesso insieme di collegamenti a tutti i nuovi utenti, potrete aggiungerli alla cartella Links dell’utente Default, raggiungibile dal percorso (nascosto) C:\Users\Default\Links.

 

 

 


Read more at http://www.pcprofessionale.it/come-fare/windows-7-i-preferiti-di-esplora-risorse/#TCGVW1YR5fiJV1Q7.99

Sintomi:

A volte Windows Server Backup non è riuscito a eseguire il backup dei dati. L'errore è:

L'operazione di ripristino punto condiviso con l'errore (0x81000101) La creazione di una copia shadow è scaduta. Riprovare l'operazione.

Nel Visualizzatore eventi, ha trovato il seguente errore:

L'operazione di backup che ha iniziato a '**** non è riuscito perché il volume dell'operazione Shadow Copy Service per creare una copia shadow dei volumi viene eseguito il backup non riuscita con seguente codice di errore' 2155348001 '. Si prega di rivedere i dettagli dell'evento per una soluzione, e quindi eseguire di nuovo l'operazione di backup una volta che il problema è stato risolto.

Causa:

Windows Server Backup è timeout durante la creazione di copie shadow dal momento che sta prendendo più di 10 minuti.

{module Ads2}

Risoluzioni:

- Eseguire regedit.exe e passare a "HKEY_LOCAL_MACHINESoftwareMicrosoftWindows NTCurrentVersionSPP"

- Creare un nuovo valore del Registro di sistema di tipo DWORD con il nome "CreateTimeout"

{module ads3}

- Modificare il valore di 12000000 (2 * 10 * 60 * 1000 = 20 minuti) in decimale

Maggiori informazioni:

http://blogs.technet.com/b/filecab/archive/2009/09/16/diagnosing-failures-in-windows-server-backup-part-1-vss-spp-errors.aspx

Tutti i principali browser web disponibili sul mercato dispongono di un password manager ossia di una speciale funzionalità che si occupa, quando richiesto dall'utente, di memorizzare le credenziali d'accesso utilizzate per effettuare il login sui vari siti. In questo modo, non appena, durante una successiva sessione di lavoro ci si ricollegherà alla medesima pagina per il login, il browser predisporrà automaticamente – nei campi corrispondenti – il nome utente e la password precedentemente memorizzati.

 

Quando si lascia che il browser memorizzi le password è bene comunque tenere a mente che tali informazioni sono ben lungi dell'essere adeguatamente protette. E ciò non soltanto perché la maggior parte degli utenti non imposta una "master password", una parola chiave a protezione dell'intero archivio dei dati di autenticazione del browser ma perché tali informazioni possono essere facilmente recuperate Un software come WebBrowserPassView, ad esempio, consente di recuperare le password da browser quali Internet Explorer, Firefox, Chrome ed Opera avviando una semplice applicazione (l'abbiamo presentata nel dettaglio nell'articolo Mettere al sicuro le credenziali d'accesso con KeePass. Come importarle da qualunque browser). Il programma, però, non è attualmente capace di esporre in chiaro tutti i dati che siano stati protetti ricorrendo ad una "master password". In altre parole, se l'utente utilizza un browser web che consente di proteggere i dati di autenticazione precedentemente memorizzati ricorrendo ad una password principale, WebBrowserPassView attualmente non può nulla dal momento che i dati sono salvati su disco in forma cifrata.

 

Per i tecnici di Google, però, l'utilizzo di una "master password" infonderebbe negli utenti un falso senso di sicurezza. È proprio questo il motivo per cui, ad esempio, in Google Chrome manca del tutto la possibilità di impostare una password a protezione del proprio archivio dei dati di autenticazione.
In Chrome si è quindi preferito utilizzare una funzione API di Windows che rende possibile la decifratura del file contenente le password memorizzate dal browser solo utilizzando lo stesso account utente Windows.
Il problema, nel caso di Chrome, è che chiunque riesca ad accedere a Windows utilizzando uno degli account utente configurati sul sistema locale, potrà riuscire a mettere le mani sui dati di autenticazione. Va ricordato, a tal proposito, come le password associate agli account Windows locali possano essere agevolmente modificate od azzerate utilizzando apposite utilità (avevamo spiegato come modificare o azzerare le password degli account Windows nell'articolo Windows: cambiare la password di qualunque account dalla schermata di login e nel servizio Modificare od azzerare le password degli account Windows con Ubuntu live).

Ed anche quando si protegge l'archivio dei dati di autenticazione con una "master password", chi dovesse riuscire ad utilizzare l'account dell'utente, può utilizzare un semplice trucco che sfrutta proprio l'autocomposizione automatica dei moduli online.

In cosa consiste? Quando si visita una qualunque pagina dalla quale si può effettuare il login, il browser completa automaticamente i campi "nome utente" e "password". Nella casella relativa alla password, il browser inserisce dei puntini in modo tale che un'altra persona, situata nelle vicinanze, non possa immediatamente accorgersi della parola chiave scelta.

 

Cliccando con il tasto destro del mouse sulla casella "Password", quindi selezionando Ispeziona elemento, il browser mostrerà il sorgente della pagina evidenziando la riga HTML che provoca la comparsa della casella per l'inserimento della parola chiave:

{module Ads2}

In figura abbiamo rappresentato ciò che accade utilizzando Google Chrome ma la procedura è sostanzialmente la stessa da seguire, ad esempio, con Mozilla Firefox. In questo caso, bisognerà semplicemente accertarsi, dopo aver selezionato la voce Analizza elemento, di fare clic sul pulsante "Pannello codice" in basso a sinistra (accanto al pulsante "HTML") oppure premere la combinazione di tasti ALT+C):

Facendo doppio clic sul parametro type="password" si dovrà modificarlo, semplicemente, intype="text" e premere il tasto Invio.
Come per magia, apparirà la password precedentemente memorizzata dal browser in chiaro (i puntini presenti nel campo "Password" risulteranno scomparsi):

{module ads_articoli}

Per trovare password nascoste da asterischi o puntini il semplice trucco può essere molto più rapido rispetto alla consultazione dell'archivio mantenuto dal browser.
Niente magia, comunque. Le versioni più recenti di browser quali Google Chrome e Mozilla Firefox consentono di modificare il DOM (Document Object Model) di qualunque pagina. Nel nostro caso ci si è limitati a trasformare un campo "input" variandone la tipologia: se, secondo le specifiche HTML, un campo di tipo "password" mostra un asterisco od un puntino ad ogni carattere digitato, un campo "text" è una cella di testo tradizionale che mostra in forma palese qualunque termine digitato (provate ad esempio a modificare i campi "text" in "password" presenti in questa pagina cliccando poi Edit and click me).

Anche gli utenti di Internet Explorer possono raggiungere il medesimo obiettivo premendo il tasto F12 quindi selezionando il comando Seleziona elemento con un clic dal menù Trova:

 

Dopo aver fatto clic sul campo "Password", si potrà modificare il parametro type="password"trasformandolo in type="text".

fonte: http://www.ilsoftware.it/articoli.asp?tag=Mostrare-le-password-nascoste-sotto-asterischi-e-puntini-nel-browser-web_9197

Whats New

Releated News